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Poesia di Tony Basili -
Una certa età -


Quel che m’inquieta è che sono arrivato
A un punto tale che, logoro il cervello,
Più non possa tornir ciò che pensato
Possa utilizzare come chiavistello,
Che non possa significar con la parola
Quello che il destino dal suo fastello
Mi manda leggera com’una fola
O come brezza che fruscia tra le foglie
E che non vedi e se ne sta da sola,
Soletta, se alcun non la raccoglie
E senza rumor nel limbo si rinserra
Ove del far del verbo sono le spoglie.
Mi viene in mente che ciò che serra
Questo libron che tengo tra le mani,
A quest’ora, di notte, che sotterra
Sarebbe finito, se per passi arcani,
Non fossi stato indotto a raccattarlo,
Avessi meditato negli anni sani,
E se quest’amor che m’è par d’un tarlo,
M’avesse arriso un dì pure pe’l Berni
Che non mi par che allor potessi amarlo,
Per incuria di chi tesi e quaderni
Seguia e non m’insegnò la bella rima,
Che come ali, ved’io, se pur mi scherni,
In un grado più su sarei verso la cima.
8.1.12