Il cavallo di Troia
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I troiani sono agli spalti a controllare
Che siano spariti gli· Achei, ai quattro venti,
nel mar non si vede un veleggiare,
ed è deserto il lido ed i fuochi spenti,
qualche cane tra i rifiuti sta a raspare
e nessun’altro: paion finiti i loro stenti
e le donne che agli dei alzan i salmi
ed esultano e i guerrieri posan le armi.
·Nella nebbia c'è solo un affar di legno
Che un cavallo pare ed è grandioso
E ci si chiede ora con quale ingegno
L’abbiano lasciato, è meraviglioso,
Che i greci poi proprio quel segno
Abbiano lasciato, che ritiro frettoloso!
Ché il cavallo a Nettuno è sacro, è noto
E degli Achei non si sa chi sia devoto.
·Cosa significhi quel grande cavallo
Si discute sugli spalti e nella piazza
E se da loro fu messo, ora con un gallo
E un toro si purifichi, ché quella razza
Di invasori che giunser da sciacalli
Con la scusa di riprendersi una pazza,
Rimanga lontano per sempre dalle mura,
Ché pur se spariti, quella cosa fa paura.
·Ma il cavallo è il simbolo dicon di Troia,
E patrono n’è Nettuno, re del mare:
non si può lasciarlo fuori, ch’esso è gloria
della città, che quegli vuol salvare:
Orsù si trovino pali e tante cuoia
Per tirarlo dentro ed a festeggiare
Ci si prepari, con banchetti per tre giorni
Perché la flotta s’imperigli e non ritorni.
·La Scea è troppo stretta che ci scote
Il cavallo di legno a transitare;
come fare? Non si sa ma delle ruote
di legno si metton per farlo scivolare
e quindi là dove le mura son men sode
una breccia si crea per farlo entrare:
si introduca dentro il sacro cavallo,
ma c’è lei che scongiura di non farlo.
·Lei, la figlia di Priamo, Cassandra,
Che vede tutto, è di un altro consiglio,
perché il cavallo è il dono d’una banda
di furfanti e nasconde certo un periglio:
si bruci tutto fuori, lei si senta,
se si vuol salva Troia è il suo consiglio!
Altro non dice, ma stanno già a far festa,
lei lo grida, ma inascoltata resta.
Uomini forti si mettono alle funi
Dopo che un pezzo di muro fu sgregato ·
tutti a tirare ad un segnale, ed alcuni
a spostar le pietre dal buco preparato,
mentre il cavallo, scosso manda tuoni,
Dal gonfio ventre, ove Ulisse è rintanato,
E grida ancor Cassandra di dargli fuoco
Che dai Danai, non s’ha dono, nè giuoco!
Il cavallo è or dentro e si lascia in piazza
Come il simbolo fosse della vittoria,
Ché la teppa era sparita, brutta razza,
E potevan bene inneggiare a gloria!
E col vino Troia canta e si sollazza
Ché è scampata, da quella orrenda furia
Che aveva causato tanti guai e morte,
Ma il nemico ora par lungi dalle porte.
·Si beve e canta per un giorno intero
E quando il vino alfine fa l' effetto
Ognun s’addorme, senza alcun pensiero,
Qua e là, dove può, ogni canto è un letto,
E lancia e scudo insieme col cimiero
Se l ’eran tolto e lasciato ormai negletto,
Sì passado senza ansie un giorno intero
nel ricordo dei lutti cittadini
si credean salvi! Proprio dei bambini!
14.1.08
