La panchina -
Dondolante salivi per la selciata,
A scatti improvvisi per un appoggio,
Librar di braccia, ampie in· traversata,
Di grande equilibrismo davi sfoggio.
E risalivi a zig zag la corrente,
per sostegno avevi il muro del· castello
ribattuto facevi un altro pezzo,
e il tuo cane· osservava il carosello.
Un azzardar di passi verso il vuoto,
un cercar in aria un qualche appiglio
e ti vedevo andar,amico, verso l’ignoto,
Buon uomo, col tuo solito cipiglio.
L’ironia che avevi tinta in volto
era segno d’ arguzia sopraffina,
nel bar c’è ora un cliente senza volto
e vuota ora è rimasta la panchina.
18.8.93
