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                                                                         Agamennone

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Il fuoco è stato visto verso oriente

Ed è il segnale che Ilio è stata presa,

Vent’anni e si è conclusa l’ardua impresa

E il duce, il re dei re, sta per tornar.

Il fuoco è quel segnale stabilito,

Che la nave, ormai drizza la· prora,

Ad Argo sua patria che l’onora

Ed alla moglie lasciata ad aspettar.

Clitennestra sia pronta ad onorarlo

E prepari i sacrifici pe’l ritorno

ché non passerà ormai più d’un giorno,

ché il grande re non possa qui arrivar.

Ecco la nave con le rosse vele

Del prode duce che ha raggiunto il porto

E pur si vede un carro da trasporto,

carco del bottino che a Troia fé.

Una giovin donna è pur al suo fianco,

ed è Cassandra che a Priamo tolse,

Dalla torre d’ Ilio dall’alte mura,

tanto bella e col dono di natura,

Capace di predir quel che verrà.

Anche la fine d’Ilio avea predetta

Ma erano saldi i cuori sugli spalti

Ed Ettore era in campo a fare assalti

E niente c’era ancora da temer.

Ma lei lamentando gridava forte

Che era il dio a preparare la rovina,

con un cavallo, sì la vaticina,

era il falso dono da rifiutar.

Ma di Nettuno lor temendo l’ira,

Un grande varco fecer nelle mura:

e fu vano opporsi al corso di natura,

così gli Achei entraron  nella città.

Tale era la natura di Cassandra

Che il prevedere sempre la rovina

Non la facea stimar gran vaticina

Da Apollo che lei un dì rifiutò.

Così giunge Agamennone alle porte

E  Clitennestra è là e par contenta,

Lo riceve, ringrazia i dei, ma è intenta

Alle cose che stan per capitar.

La donna pure entri che l'accompagna,

Ché all’interno  faranno dei lavacri,

 pur i fuochi son accesi dei simulacri,

Ed i Lari ci son da ringraziar.

Con un purpureo peplo all’ingresso,

lo sposo onora infida che vi entra,

ma Cassandra sul carro si tormenta

E ispirata dal dio è a vaticinar.

“Come un toro verrà scannato il prence,

in casa dalla moglie con l’accetta”;

ma anch’essa tal fine ormai s’aspetta

ché a tal destino la Moira la dié.

Nell'eccidio le è’complice l' amante,

Egisto che con essa è convissuto

Quando l’Atride era a Troia trattenuto,

C'era lui nella sua casa a comandar

A Cassandra par vano trattenere

il corso delle cose di natura,

E'il fato che ha deciso la iattura

E tra breve là dentro si compirà.

Pur Cassandra entra ma sull’uscio,

si ferma per sentir l’ultimo sole,

nè altra voce verrà da quelle gole

Che stanno l’ultimo alito a spirar,

Nè c'è uno che a conforto si avvicini

A dir: “scappa! Lo sai cosa t’aspetta,

Clitennestra è spietata ed ha l’accetta,

e pronta è col suo amante ad ammazzar”.

Poi Clitennestra appar di sangue sozza,

come tigre ruggente ad annunziare,

che al marito gli è  toccato di pagare

Per le colpe sue e quelle d’Atreo di ier.

S'è compiuta la mattanza già fissata

Dal Fato che segnò quella sventura,

Ma non si placa così la bile scura

Che s’appresta pur Oreste a vendicar.

Chè par che gli dei abbiano creato

L’uomo che seguir debba il disegno,

del destino di cui lui porta l'ingegno

finchè del peso privo non sarà


7.2.2011

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