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    Poesia di Tony Basili
    Aspettando i barbari

    Erano al porto in lussuose toghe,
    I senatori chissà per quale evento
    Ed in mostra leccornie delle cuoche,
    scrutando l'orizzonte ogni momento,
    e le signore a curiosar non eran poche
    eleganti e invitanti al godimento:
    "Ma che fate, tutti quanti sulla riva?"
    chiese uno che veniva di lontano
    "che aspettate dal mare, chi arriva,
    vestiti a festa, è forse un sultano?"
    Quelli, come colpiti su carne viva,
    "ma come, non sai? Tu sei paesano...
    Tra poco arriveranno tutti quelli
    Che in Africa s'ammazzan tra fratelli."
    A bocca aperta, per quel po' onore
    Che si riservava a quel popol fosco
    Se ne stette zitto e passavan le ore.
    Tra quella gente c'era un tipo losco
    che emozioni creava e altro stupore:
    vantandosi col dir:"io li conosco!"
    E tutti facevan crocchio intorno a quello
    A sentir ch'era svelti di coltello.
    Ma perché non si schierano i soldati?
    Incredulo chiedeva, quei sgomento,
    "ma è pericoloso e se ne stan tappati .."
    "E perché il governo per tale evento
    Non fa stivar i viveri da assediati
    aspettando da babbei tale evento?"
    "Ma quelli son crudeli, non scherza mica;
    è meglio star quieti che finir tra l'ortica.."
    Passarono le ore, in trepida attesa,
    Ed infine, una cosa, accadde imprevista:
    Quelli, a cui la città s'era già arresa
    Eran spariti, per una semplice svista,
    Un missile, lanciato da un pasticcione,
    risolto aveva la loro ossessione.

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