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Poesia di Antonino Isgrò 
   L'utopia delle carezze
Nella solitudine
della notte
osservavo 
il vento,
teneramente 
accarezza
le foglie 
con grazia, 
con affetto.
 
Sento il suo
sibilare,
come un 
piccolo bambino
con i rami
vuol giocare,
quel che ha visto
raccontargli.
 
Si vantava
con gli alberi
che lui 
può volare,
alberi secolari
giudiziosi
ed esperti
lo lasciava
perder,
lo lasciavan 
stare.
 
Nel vedersi
ignorato
inizia ad andar
sempre
più in alto,
ad un tratto
si ferma
il piccolo
vento, 
vede le stelle 
e nell'anima 
fù incanto.
 
Tutto eccitato
riparte come
un razzo,
mentre gli
alberi urlano
nel chiamarlo.
 
Il vento è
convinto che
può accarezzar
le stelle,
non sà che morirà
senza dar
carezze.
 
Il poverino è
così alto
che gli manca
il respiro,
si disperde
nell'aria
il piccolo bambino.
 
Gli alberi scrollan
le foglie,
nel ricordar
il biricchino
che li accarezzava
con affetto,
con amore.

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