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Poesia di Antonino Isgrò
L'amore allieta 
Questa è la terza alba, 
che siamo bloccati in questa trincea bastarda.
Mi è rimasta mezza borraccia d'acqua,
e il nemico e lì fermo
in attesa che svanisca la speranza.
 
Guardo i miei compagni,
vedo sguardi spenti e disperati,
qualcuno piange per la paura,
altri pregano che finisca questa
brutta avventura.
 
Ogni tanto guardo la tua piccola foto,
immaginando di essere in un altro luogo,
ma il terrificante rumore delle bombe
fa svanire la mia immaginazione.
 
I canoni sparano palle di piombo,
come riso all'uscita della
chiesa in un felice giorno.
 
La trincea si squarcia,
vedo i corpi strappati
le anime uscire e volare, 
i nemici entrano con raffiche di mitra,
per uccidere chi è rimasto in vita.
 
Vengo colpito alle gambe,
cado a terra, il dolore è straziante,
con la guancia sul terreno vedo
il volto di un amico vero.
I suoi occhi non hanno vita, 
mi fissano per dirmi che non è finita.
 
Sui corpi insanguinati camminano i nemici,
infilando le baionette dei fucili.
 
Mi fingo morto, 
sento entrare la lama nel mio stomaco,
il dolore è immenso non respiro e sto in silenzio,
solo pensando al mio amore
resisto come il Cristo in croce.
 
Dopo non so quanto apro gli occhi,
non riesco a muovermi,
penso ai giorni felici per alleviare il dolore,
penso a te mio dolce amore.

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