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Poesia di Antonino Isgrò
Il baratto dei sogni

La voce cantava

il trionfo dell'amore,

in sala scendevan

le lacrime dell'emozione.

 

Sentivo brividi sulla pelle,

il violino mi parlava di un cielo

dipinto di stelle,

dell'amore che voleva volare,

scappare, per perdersi dove nasce il mare.

 

Solo l'innocenza poteva sentir

quell'immacolato amore da scoprire,

guardavo i suoi occhi nel rapirli,

capendo che per conquistarla

 avrei affrontato angoscia e sacrifici.

 

Le strade del mondo eran

le vene della passione,

ne scorreva il vero bene

che dissetava il viaggio dell'amore.

 

Eppure nel suo cuore

volevo star nell'ignoto,

non conoscerla per non rovinare

il mio magico mondo,

farla restare un sublime sogno,

quando in esso la bacio

diviene un paradiso prezioso.

 

Forse non la merito,

o forse la paura mente a me stesso.

Avvolte come l'amore vorrei scappare,

andare dove dorme il mare,

porterei i miei preziosi sogni,

li scambierei con il tramonto

in cambio dei suoi meravigliosi colori,

per aver sempre accanto i suoi dolci occhi.

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