Poesia di Antonino Isgrò - I candelabri d'amore
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Poesia di Antonino Isgrò  
I candelabri d'amore
La giovane vita
era stata 
scelta,
piccolo fiore
nella fitta
foresta.
 
La notizia
della fine
fù tempesta
senza pioggia,
cielo grigio che
non parla,
non tuona.
 
Iniziò a dare
confini al
tempo del
giorno,
ad apprezzar
ogni ora,
ogni secondo.
 
Trovò l'amore
e lo volle
intenso 
nella sua 
disperazione,
ella non aveva
paura di perderlo
nella morte,
avrebbe incontrato
il suo sguardo
con altri occhi,
ma con lo stesso
cuore.
 
Era consapevole,
come un velo
la fine l'avrebbe
avvolta nell'oscurità,
nel mistero.
 
Più si avvicinava
e più il tempo
nelle giornate gli
rallentava,
era tanto amata,
gli piaceva ascoltare
il mare,
lui no, non l'avrebbe 
mai lasciata 
andare.
 
L'ultimo giorno
nel letto della
sua cameretta,
vedette il buio
e poi una stella,
la morte la
preparava senza
sofferenza.
Il tempo scorreva
sempre più lento,
fino a quando
il buio fermò
il suo tempo.
 
Si trovò sola
nell'oscurità
della morte,
sentendo
il rubar
degli occhi,
ma i candelabri
in quell'immenso
la trovarono,
loro eran i cuori
di chi aveva amato.
 
Sente la voce
della Tata
che gli canta
la ninna nanna,
il fantastico
miagolio della
sua prima gatta.
 
Il sorriso
dell'uomo
che non ha 
mai sposato,
lui gli promette
di tenergli 
per sempre
la mano.
 
Il gioco e
le risate dei
suoi tre figli
mai partoriti.
 
Era in un tempo
senza futuro,
senza presente,
senza passato,
era nel cuore 
di chi l'aveva
amata e adesso
continua 
a farlo.

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