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Poesia di Angelo Michele Cozza 
Sorvola e perlustra pure

Sorvola e perlustra pure
le creste i mari e le voragini
del paesaggio dell'anima mia
come in un libro aperto
tu legga il fondo dei miei occhi
sconosciuti, un sorriso si erga
poi dalle cime dei tuoi pensieri
se una dolcezza d'amor li ispira.
Ricreduta rinfrancata e intenerita
l'appartato tuo cuore porta via
dal ciglio della fossa del dubbio
su cui sospettosa quasi sosti
quando t'attardi e oscilli
tra opposte congetture,
la rosa di un petardo di magia
con il suo bagliore muti
il segreto ritmo del tuo petto
e lo confermi l'accento gioioso
di implose tue accoste parole.
E' nell'istante ripetibile
che ti illumini che io sono:
è in quel frangente la piena
che inonda languida e fluente
la deserta piana della speranza
arsa che vuole rifiorire.
Poiché la vita fugge veloce
e al tempo appassendo cede
tornami un caldo brivido
di salvezza prossima, presto;
presto, in quel frangente, in me
rincuorato, un canto si diffonda
come suono soave di campane
in un consacrato giorno di festa.
Esploderà, sai, una primavera
dopo l'inverno che rigoglio nega
aspetterò che al primo sole
la tua lontana mano esitante
forte e sicura si stringa alla mia:
al primo appuntamento di sole
come una farfalla tra fiori
alla mia corolla ospitale
acceso il tuo sguardo io senta
in cerca del suo bersaglio
fisso di nettare e di linfa.