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Poesia di Angelo Michele Cozza
Rivelazioni e crivelli cognitivi

Or che più non hai maschere
e la tua identità è palese
ora che posso intendere chi sei
e non devo più nulla chiederti
ora che ogni avere ho sepolto
nella tomba del vuoto, ora si
che posso da te staccarmi vita!
Passata è l'alba dell'inganno
tutto ho visto polverizzarsi
dall'osservatorio del tempo;
scricchi e tarlante parlante
abbiamo origliato,
il dilagare del male consueto
il rarefarsi del bene
il bastardume della menzogna
i truffatori e i truffati di speranza
le sopraffazioni del peggio sul meglio
i lamenti e lo schianto
del significato e del significante
tanto censimmo vivendo.
Le cose sono come sono
e ogni simbolica e eletta
magnificazione è inutile!
Alzeremo un drappo bianco
un giorno in segno di resa
e saremo lo stesso impallinati
da oscuro e invisibile nemico:
si compirà il disastro fatale
per noi giunti alla cognizione
che la vita sia la china
la decomposizione e la rovina
di un prodigio fallito, il rantolo
di una volontà di essere in agonia.
Ci infatuammo di amore e desideri
cercammo come forsennati speranze
l'ebrezza di esser liberi e sognare
combattemmo l'irruzione del dolore
addolcimmo aspre malinconie
ci assopimmo tra dogmi e fede fatui
ci sorressero immaginazione e sogni
ci lanciammo oltre la materia
verso l'infinito noi finiti
assetati di spirito e di essenza
e tutto ebbe zero come risultato!
Non rivelarti ad altri svelata vita
abbia il suo decorso l'illusione
affascina chi ancor le spalle
non ti volta e candido cammina
attirato dalle chimere del futuro
che tanto promettono sorridendo.

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