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Poeti Emergenti,
Poesia di Angelo Amato

Sveglia Insolente

Tremò la sveglia

empì la stanza,squarciando il buio.

Le mebra trasalirono,

fuggirono i funesti sogni.

Crudele sei,sveglia,

ostinata,superba

è

orgogliosa mi spii

quando m'alzo

con espressione funebre.

-Melodia che sgrana le fatiche del giorno-

prospettiva di lavoro,di percorsi,di brevi viaggi

verso pallide mete.

Stupefacente l'universalità che hai,sveglia,

l'entusiasta

l'invidioso,

l'affaticato,

sobbalza alla stonata nota.

"Drin,Drin" elementare,crudo suono

che frantuma il silenzio,

questo è il tuo mandato roco

abbattere le porte del sonno.

Non amo la vertiginosa vita

carica di velocità e furia,

satura d'appuntamenti,

d'agende senza spazi.

Oh vita mia spensierata,

solitaria e spziosa

come ampia prateria.

Non c'è orologio al mio polso.

Son perso,vago..semplice capitano

del Veliero in rotta

verso acque lontane,di vecchia età.

Come l'amico Dino

''Fabbricare,fabbricare,fabbricare

preferisco il ruomore del mare''

il caro Cesare

''Lavorare stanca''

di questa stirpe appartengo,

del loro sangue di natura profonda.

Preferisco farti urlare,sveglia,

piccola testa pazza,

così,ti do le spalle

torando a dormire

nel mio porto

nel mio Veliero.