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Venezia
Poesia di Alessandro Poerio
Venezia

O Venezia, mai più l’intimo canto
Sgorgommi, come in te da vivo affetto!
Mai più sentii la voluttà del pianto
Come al tuo dolce aspetto!


Tu occorri a me quasi benigna amica
Conscia gentil d’ ogni dolor secreto
Dell’anima profonda; e par che dica:
Ancora esser puoi lieto


Una quïete nel mio cor s’induce
Ch’io perduta credei ne’ lunghi affanni;
E mi circonda una serena luce
Al tramontar degli anni.

Correva il mio pensier libero e vago
Pe’ campi intatti ancor di Fantasia:
Ma teco sempre, ogni più dolce imago
Venne, o Vinegia mia.


Benché nato colà, dove più ride
Sotto limpido ciel l’onda tirrena,
E inghirlandata Napoli s’asside,
Città della Sirena,

Ebbi di te, che di Natura sei
D’Arte e Gloria e Sventura eletta cosa,
Desio supremo, e altrove non potrei
Trovar ricetto o posa.

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