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Poesia di Ada Negri
Asfaltisti
Per l'incompiuta via, sovra il pietrisco
misto al catrame, la livellatrice
rotola greve; sol da un lato sorgono
le case, e sfocia ancor l'altro ne' prati
senz'erba, ove s'addestrano i fanciulli
liberi al calcio con gioconde strida.
Sta la caldaia del catrame, e bolle
e avvampa, al ciglio della strada:
intorno,
con spranghe e pale, i lavoranti;
ignude
le braccia e il capo., arsiccio il collo
e il volto
per le fiamme ed il fumo. E sulla rossa
caldaia vibra per soverchio ardore
del fuoco, in ridde di faville, l'aria.
Così per miglia e miglia si dilata
la città senza requie, o donatori
di vie. Cedono i campi ai duri asfalti:
arboree selve a umane selve. Dove
andremo, e quando avrà termine e
pace
l'andare? Basta a voi condurre il
il giorno
sul lavoro, sia pioggia o sole o vento:
e a meriggio spartir cibo e bevanda
in lieta sosta.
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