Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Auschwitz January 1945
 Alt-Aussee, Austria 
Maggio 1945 
 I diari di Dorf

Molti di noi, in abiti civili, sono nascosti qui, in una vallata nascosta del Salzkammergut austriaco. 
Cerchiamo di evitarci a vicenda. Blobel è nei paraggi e costituisce un imbarazzo per tutti con il suo blaterare da beone. 
Eichmann è stato visto in vari posti, ma negli 
ultimi giorni è misteriosamente svanito. Kaltenbrunner
tiene corte in un antico castello. E convinto che non ci succederà nulla. Allora perché ci nascondiamo così?
Una parola su Kaltenbrunner. Corre voce che stia disperatamente cercando di mettersi in contatto con la Croce Rossa Internazionale e voglia dimostrare che si è comportato con umanità e civiltà verso gli ebrei, che, in effetti, la sua preoccupazione maggiore verso la fine era di liberare gli ebrei di Theresienstadt.
E circolano altre due storie ancora più sorprendenti.
Il 19 aprile, in una casa colonica alla periferia di Berlino, si dice che Himmler si sia incontrato con un certo dottor Norbert Masur, un ebreo svedese, funzionario del Congresso Ebraico' Mondiale. E' stato lo stesso Himmler a richiedere l'incontro, che è avvenuto in grande segretezza. In effetti, il Reichsfiìhrer si è dovuto scusare di non potersi recare alla festa per il compleanno di Hitler per recarsi all'appuntamento. (Ciò è accaduto undici giorni prima che Hitler si togliesse la vita.)
Da quello che so, Himmler è stato educato, cordiale e paziente con questo dottor Masur. Gli ha spiegato che i campi erano tutti uguali a Theresienstadt, piccole, amene comunità dirette dagli ebrei. Che lui e il suo caro amico Heydrich avrebbero voluto che questi campi funzionassero sempre come vere e proprie comunità ebraiche, ma che l'idea fu sabotata dagli stessi ebrei.
Quando Masur lo ha interrogato sui campi di sterminio, le camere a gas, i forni crema tori e così via, il capo gli ha spiegato con calma che questa era «propaganda dell'orrore », messa in circolazione da ebrei ingrati e dai russi. Un carro armato americano si era incendiato a Buchenwald, alcuni prigionieri erano morti e la stampa mondiale aveva distribuito delle foto sostenendo che i
prigionieri venivano bruciati dalle guardie. Menzogne, menzogne.
Ha anche detto a Masur che gli ebrei erano notoriamente delle spie e dei sabotatori e dei portatori di malattie, soprattutto nell'Europa orientale, e quindi non c'era altra scelta che rinchiuderli in campi. In che modo, gli ha chiesto Masur, potevano commettere atti di spionaggio e di sabotaggio se si trovavano tutti in campi o in ghetti circondati da mura? Himmler non ha ceduto
su questo punto: gli ebrei erano astuti e pieni di risorse e trovavano il modo.
Abbiamo discusso di questo colloquio e troviamo difficile crederci. Himmler, naturalmente, è svanito. Anche lui, come noi, sta nascosto da qualche parte, in abiti civili. Evidentemente il suo colloquio con il dottor Masur non ha sortito alcun risultato.
Non meno straordinaria è la notizia che Eichmann, prima di giungere di nascosto ad Alt-Aussee e poi fuggire di nuovo, ha invitato a Praga un certo signor Dunand, della Croce Rossa e, a un pranzo piuttosto formale, lo ha portato in un angolo e gli ha spiegato che gli ebrei a Theresienstadt stavano meglio dei poveri tedeschi a Berlino e altrove.
Di una cosa sono certo. Da parte mia non ci sarà pentimento, né chiederò mercé, né tenterò di giustificare il nostro operato.
Non sarò un Heydrich, che chiede perdono sul letto di morte; né un Himmler, che cerca di accattivarsi il favore di un importante personaggio ebreo; né un Eichmann, che porge le proprie scuse alla Croce Rossa.
Se dovessi venir catturato, sarò coraggioso come il Fuhrer e dirò che sono un ufficiale tedesco d'onore, che ha ubbidito agli ordini, ha seguito la propria coscienza e che ha creduto profondamente nelle azioni che gli sono state ordinate ... perché non aveva nient'altro in cui credere. 
Ci sono ancora speranze per noi. Riusciremo a dare una giustificazione logica ad Auschwitz. Come avvocato, so che ogni azione si può difendere.
Ho ammirato Himmler molto di più quando ci ha parlato a Posen e ha detto che il vero coraggio consisteva nel vedere centinaia di migliaia di morti senza battere ciglio, restando fedeli a noi stessi. Adesso continua a cianciare di « città ebree autonome ».
Un vero peccato.

I miei pensieri spesso vanno a Marta. Lei è stata, in un certo senso, la forza propulsiva della mia carriera.
Quando esitavo, lei mi rinfrancava. Quando avevo dei dubbi, li fugava. Ci saremmo dovuti amare di più. E da alcuni anni che non facciamo più all'amore.
Bevo molto di più di quanto sarebbe bene per la mia salute. Desidererei, magari solo per un giorno, essere con Marta e i bambini. Magari in un parco, una visita allo zoo. Diranno molte cose terribili su di noi. Ma non potranno mai macchiare la nostra fondamentale onestà, il nostro amore per la famiglia, la patria, il Fuhrer.

Qui terminano i diari di Dorf.

dal Romanzo di Gerald Green Olocausto

Potrebbero interessarti