Poesie della Memoria

 Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria, ricorrenza internazionale per non dimenticare le vittime dell'Olocausto. La scelta per il  Giorno della Memoria di ogni 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell'Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz. Raccolta di poesie, racconti per il giorno della memoria, Shoah sterminio degli ebrei, Poesie per il 27 gennaio giorno della memoria, Shoah per non dimenticare,  Poesie sull'Olocausto, Primo Levi Shoah, Giorno della memoria Auschwitz.

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27 Gennaio Giornata della Memoria - Anna Frank

27 Gennaio Giornata della Memoria

Domenica, 2 gennaio 1944

Cara Kitty,
stamane, non avendo nulla da fare, mi misi a sfogliare il mio diario e mi capitarono sott'occhio parecchie lettere in cui trattavo l'argomento "mamma" in termini cosi irosi che, spaventata, mi domandai: "Anna, sei tu che hai parlato di odio? O Anna, come hai potuto farlo!".
Stetti colla pagina aperta dinanzi a me e pensai come era potuto accadere che io mi sentissi cosi colma d'ira, per non dire di vero odio, da dover confidare tutto a te. Ho cercato di capire e di scusare l'Anna di un anno fa perché la mia coscienza non è pulita finché ti lascio con queste accuse senza spiegar ti come ciò è avvenuto.
lo soffrivo - e soffro di malumori che, per cosi dire, mi tenevano la testa sott'acqua e mi facevano vedere le cose in modo soltanto soggettivo, senza che io cercassi di riflettere con calma alle parole della parte avversa e di mettermi nei panni di coloro che col mio impetuoso carattere avevo offeso o irritato.
Mi sono rinchiusa in me stessa, ho guardato soltanto me stessa e nel mio diario ho descritto impassibile ogni mia gioia e ogni mio corruccio e sfogato ogni. mio disprezzo.
Questo diario ha molto valore per me, perché è diventato sovente un libro di memorie, ma su molte pagine potrei scrivere: "passato".
Ero furiosa con mamma, e talvolta lo sono ancora. Non mi capiva, è vero, ma nemmeno io capivo lei. Mi voleva bene ed era tenera con me; ma siccome si era trovata per colpa mia in molte situazioni sgradevoli, ed era nervosa e irritabile anche per altre tristi circostanze, è ben comprensibile che mi sgridasse. .
lo me la prendevo troppo per questo, mi offendevo, diventavo insolente e molesta nei suoi riguardi, e lei a sua volta si indispettiva. Si era giunti così a un continuo scambio di sgarberie e di ripicchi. Non era certo bello per nessuna di noi due, ma sta passando.
lo non lo volevo ammettere e sentivo molta pietà per me stessà; anche questo è comprensibile. Le frasi violente del diario sono espressione di una collera che nella vita normale avrei sfogato pestando un po' i piedi in una stanza o dicendo qualche insolenza alle spalle di mamma.
È passato il periodo in cui condannavo mia madre in lacrime. lo sono divenuta più saggia e i nervi di mamma si sono calmati. So tener la bocca chiusa quando mi arrabbio, e lei fa altrettanto; così si va avanti meglio, almeno apparentemente. Però mi è impossibile voler bene a mamma coll'attaccamento affettuoso di un bambino, è un sentimento che mi manca.
Metto in pace la mia coscienza pensando che è meglio aver messo le insolenze su carta che averI e dette a mamma, perché le sarebbero rimaste impresse nel cuore.
La tua Anna

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