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Poesia di F. Chiesa 
Giorno d'autunno

La gente badava assai poco ai fatti miei,
occupata a vendemmiare, a cogliere
granoturco, a bacchiar le ultime noci,
 a raccattar le prime castagne...
Tutti i frutti della terra eran venuti su
magnificamente quell'anno.
 Nessun autunno mi ricordo d'aver
veduto cosi carico d'abbondanza; simile
ad una festa solenne, tra il vero e il non
vero, a cui contribuiva anche il tempo:
 tiepido, morbido, un po' nuvoloso.
Di tanto in tanto, il sole riusciva a farsi
largo tra quelle nuvole trasognate
e ci si mostrava biondo raggiante
come un immenso ostensorio e
mandava in fiamme le vigne rosseggianti
e faceva delirare di gioia le pannocchione
del granoturco appese agli archi dei loggiati.

Nel bosco d'autunno c'è una musica; tonfi, pause, fruscii; il bosco ha un suo respiro. Leggerissimi suoni si odono; una pigna o un rametto cade, poi uno strano misterioso silenzio.
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