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giorno_dautunno
Poesia sull'autunno 
di Ada Negri 
Nel paese di mia madre

Nel paese di mia madre v'è un campo quadrato,
cinto di gelsi.
Di là da quel campo altri campi quadrati, cinti di gelsi.
Roggie scorrenti vi sono, fra alti argini, dritte, e
non si sa dove vanno a finire.
La terra s'allarga a misura del cielo, e non si sa
dove vada a finire.
Nel paese di mia madre v'han ponti di nebbia, che il
vento solleva da placidi fiumi:
varca il sogno quei ponti di nebbia, mentre le rive
si stellan di lumi.
Pioppi e betulle di tremula fronda accompagnan
de l'acque il fluire:
quando nè rami s'impigliano gli astri, in quella
pace vorrei morire.
Nel paese di mia madre un basso tugurio sonnecchia
sul limite della risaia,
e ronzano mosche lucenti, ghiotte, intorno a un
ammasso di concio.
Possanza di morte, possanza di vita, nell'odore del
concio: ne gode
la terra dall'humus profondo, sotto la vampa d'agosto
che immobile sta.
Nel paese di mia madre, quando il tramonto
s'insaguina obliquio sui prati,
vien da presso, vien da lontano una canzone
di lunga via:
la disser gli alari alle cune, gli aratri alle marre, le
biche all'aie fiorite di lucciole,
vecchia canzone di gente lombarda: "La Violetta la
vaa la vaaa...

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