Poesia di Pavel Friedmann - Qui non ho visto nemmeno una farfalla

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

Poesia di Pavel Friedmann  
 Qui non ho visto nemmeno una farfalla 

L'ultima, proprio l'ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
così gialla, così gialla,
l'ultima,
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto:
i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i 'fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno
nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell'altra volta fu l'ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.

Un ritmo mesto e sconsolato domina la breve poesia in cui la disperazione dell'animo si risolve in una virile e composta visione lirica. Lo squallore del campo e l'immagine del castagno, che come un gigantesco e freddo candelabro pare proiettare nel cortile una gelida ombra di morte, acuiscono il dramma della terribile realtà di un futuro senza speranza. Corre nella commossa compostezza dei versi finali un brivido di profonda poesia: la dolorosa sensazione individuale del Friedmann allarga i suoi orizzonti fino a comprendere l'immane tragedia di tutto un popolo. In questo senso la breve composizione, pur nella sua sostanza lirica, s'inserisce nella moderna epopea della Resistenza. Pavel Friedmann, nato a Praga nel 1921, internato nel 1942 nel ghetto di Theresienstadt e morto nel « lager» di Auschwitz nel 1944, ci ha lasciato in questi pochi versi una pietosa  testimonianza dell'mmane tragedia di migliaia di giovani israeliti.

Commenti

Potrebbero interessarti