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Madre Teresa va in India

"La tua vita e' vivere; amare e testimoniare l'amore di dio agli altri:
"il mio motto e' questo: tutto per gesu' per mezzo di maria".

Madre Teresa Di Calcutta
Madre Teresa parte  per le missioni in India nel 1928

SUOR TERESA BOJAXHIU


Il 26 settembre 1928, Bojaxhiu (Madre Teresa) uscirà dalla propria casa, famiglia, parrocchia, città, nazione, patria; partirà per le missioniin India, seguendo così una chiamata lunga e persistente, alla quale non poteva più opporsi, o dimenticare; andrà a farsi suora, religiosa nell'Ordine delle «Suore di Loreto», per servire il Signore nel prossimo, per essere un lieto annuncio del Vangelo e della salvezza a quella gente che non conosce ancora, se non attraverso lalettura e il racconto, ma che porta già nel cuore.
Essa ormai è abituata a fare del bene a tutti, però non sa ancora come, con chi... Ha «finito» la «scuola della bontà» nell' ambito familiare e parrocchiale, perché è nata e cresciuta in una famiglia dove si vivevano e si praticavano questi valori fondamentali, dove si viveva la carità, la generosità, la cura per il prossimo.
Tutto è pronto per la partenza alla stazione ferroviaria di Skopje. Ganxhe era in quei giorni il personaggio di cui parlava tutta la città.
Tanti giovani erano lì ad accompagnarla.
Lorenc Antoni racconta,
«Era una giornata un po' grigia, poco chiara, almeno al mattino, presto, quando mi sono svegliato. Pensaii:. una circostanza felIce, perche dt mattina pioveva, e così potevano "nascondere" le lacrime e dire: "No, ma io non piango, ma è la pioggia... ". Poi al momento della partenza apparve il sole, e allora tutto fu chiaro..., ma soprattutto fu chiaro a tutti che Gaxhe ( Madre Teresa ) veramente era partita per le missioni, e lei non era ptu con noi... ».
Tornando a casa la gioventù cattolica e la gente si domandava: «Cosa sarà della nostra cara Ganxhe? Riuscirà nella vita, nella missione nuova?
Tornerà ancora fra noi a Skopje?..
Il parroco e la parrocchia la ricordavano spesso nelle preghiere, particolarnlente nelle domeniche e nelle festività, quando si sentiva il vuoto, la mancanza dei «due usignoli della chiesa».
La famiglia, ma anche altri, attendevano ansiosamente le prime notizie, la prima lettera, il primo scritto...
La gente in quel tempo non viaggiava molto, come oggi, e molti non sapevano neanche dove fosse l'India, la terra dei sogni di Ganxhe Bojaxhiu. ( Madre Teresa )
La cercavano su qualche carta geografica, e trovandòla si stupivano di dove fosse andata e si chiedevano il perché.
Lei era il primo «caso» di una donna che era partita per un viaggio lungo, per una terra così lontana e sconosciuta.
Queste e altre circostanze fecero parlare molta gente sull'argomento Ganxhe.
Durante il viaggio la gente si incontra, si conosce, si avvicina, parla fra sé, si aiuta vicendevolmente... La gente viaggia per tanti motivi e durante il viaggio vive varie esperienze: di gioia, di dolore, di incertezza, di attesa, di dubbio, di progetto. ..
La gente viaggia: per incontrarsi, per visitare propri familiari, vicini, amici; per lavorare, guadagnare, vivere; per studiare, conoscere, visitare luoghi e terre sconosciute...
Tre donne, Drane, Age e Ganxhe, come le
Tutto il treno era un po' concentratq su di loro, e subito dopo la partenza dalla stazione di Skopje, molti passeggeri volevano vederle e parlare con loro, perché avevano notato e visto tanta gente intorno a loro a Skopje.
Il motivo del loro viaggio era ben diverso dag[i altri.
La madre Drane era orgogliosa, soffriva, ma cercava in tutti i modi di nascondere il dolore davanti alle figlie.
Ganxhe ( Madre Teresa ) era felice, anche se un po' emozionata dalla partenza festosa e cordiale, dalle lacrime, mentre Age era ammutolita, guardava la mamma Drane, e poi la sorella Ganxhe.
Non riusdva a capire bene se sognava, oppure se tutto questo fosse vero; non riusciva a «leggere» bene lo stato d'animo suo, tanto meno quello di Drane e Ganxhe.
Per distendersi guardava fuori il paesaggio che le, veniva incontro dalla finestra del treno
Era un viaggio lungo e faticoso, circa ottocento chilometri, da Skopje fino a Zagabria, il preludio del viaggio che l'attendeva da Zagabria fino a Dublino (Irlanda); poi da lì fino a Calcutta, e poi ancora per le strade del dolore, della sofferenza, della miseria, per le strade del mondo.
Ganxhe con la mente e con il cuore aveva fatto tante volte questo viaggio, però adesso era ben diverso.
Dio l'aveva chiamata: «Lascia la tua terra, la patria, e la casa del padre tuo..., e vai nella terra che io ti mostrerò!»  come chiamò Abramo, Isacco, Giacobbe e tanti altri profeti, così ha chiamato anche Ganxhe. ( Madre Teresa )
Tutte le certezze del mondo svaniscono, non ci sono più, rimane solo Dio, il quale chiama e manda l'uomo per il sentiero sconosciuto, ma anche guida e accompagna il nostro cammino.
Bisogna spogliarsi di tutto e di tutti, per poter essere guidati da Dio, sentire e seguire la sua voce, essere avvolti dalla sualuce, dalla sua bontà, misericordia ed amore.
È la prima sfida, il primo rischio, la prima prova della vocazione.
Davanti al Signore bisogna chiudere gli occhi, aprire il cuore, stringere le mani in orazione, pregare, cercare «il volto di Dio».
Ganxhe ( Madre Teresa ) per sei anni lo ha fatto, ha «lottato» con il Signore, cercando di non pensarci più, fuggendo, pregando, digiunando, insomma in tantissimi modi, poi finalmente si è «arresa», riconoscendo la vittoria di Dio, e adesso «gode»
i frutti della propria perdita.
Guidata e chiamata da Dio, intraprende il cammino verso le strade del Signore.
A questa partenza dedicò attenzione anche la rivista cattolica di Zagabria «Katolicke misije» nell'ultimo numero del 1928.

«Ganxhe Bojaxhiu ( Madre Teresa ) è un'albanese nativa di Skopje.
La chiamata del Signore la sorprese al liceo. Come una volta San Pietro lasciò le sue reti, così Ganxhe lasciò i suoi libri e partì nel nome di Dio.

Tutti si meravigliarono, perché era la prima della classe ed era stimata da tutti!
Era l'anima delle attività cattoliche femminili e del coro della chiesa.
Quando partì da Skopje, alla stazione c'erano un centinaio di persone, che erano andati a salutarla. Tutti piangevano molto commossi».

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