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La_casa_di_Madre_Teresa
Madre Teresa  La Madre della Carità
Madre Teresa Amata in tutto il mondo

Amore sempre parole d'amore aveva Madre Teresa, diceva tutti noi abbiamo bisogno d'amore. Madre Teresa, aveva sempre un atteggiamento materno con tutti.

A Calcutta c'è un solo punto di riferimento che conoscevano, ed era Lower Circular Road 54/A, cioè la casa madre delle "Missionarie della carità". Una persona conoscvano bene ed hanno amato, Madre Teresa o come la chiamavano: MA TIRESA.

Nel 1937, Madre Teresa scrive una lettera prima di prendere i voti finali, perpetui.

Gli anni della prova, dei voti temporanei stavano per finire, e adesso bisognava decidersi definitivamente per il grande SI, per i voti perpetui ed eterni, oppure ripensare, tornare indietro, arrendersi davanti alle difficoltà della vita, abbandonare questa gente e cercare una nuova vita, una nuova strada da seguire.

Pensare sì, sempre, pregare anche, tanto, «arrendersi» ma non davanti; alla vita, alla sofferenza, ma davanti alla chiamata e all'amore di Dio: «abbandonarsi» nelle Sue mani buone e misericordiose!
Nel 1937, prima dei voti eterni suor Teresa scrisse ancora una volta così:
«Questo è accaduto poco prima che io prendessi i voti finali, perpetui.
Un giorno viene da me un Piccolo, tutto pallido e triste.
Mi chiede se tornerò da loro, poiché ha sentito che diventerò "mother".
Poi si mette a piangere e mi dice tra le lacrime: "Oh, non diventare mother!".
Lo attiro a me e gli chiedo: "Cosa c'è che non va, bambino mio! Non avere paura, io ritornerò di nuovo e resterò sempre la vostra Ma".
Il bambino torna subito sorridente, e va in cortile felice».
Al fratello Lazer suor Teresa scriveva così:
«Si sta avvicinando il periodo dei voti perpetui, che se Dio vuole, farò a maggio dell'anno venturo... Dio, come passa presto il tempo qui...
Pensando e ripensandb alla mia vocazione missionaria posso dire soltanto un grande e cordiale GRAZIE al Signore che mi ha tanto amato e che mi dà la possibilità di amare-fare del bene agli altri Tu prega per me, come anche io prego per Te, per la Nena Loke e Age...
Sempre vostra Ganxhe-suor Teresa del Bambin Gesù».
Ricordando quel periodo della vita e del lavoro a scuola
descrisse anche questo episodio:
«Un inglese un giorno visitò la scuola, e si meravigliò molto del gran numero di bambini.
In due ampie stanze ne avevamo 375.
È immaginabile cosa significhi questo!
Durante la visita nella scuola regnava il silenzio assoluto.
L'inglese non ci credeva quasi, e mi chiese che punizione usassi per ottenere un simile ordine. "Il maggior castigo per loro è il non essere guardati e fare ciò che vogliono senza che me ne interessi.
Allora sono certi di avermi rattristato. Perché picchiarli?
Di bastonate ne hanno a sufficienza a casa, e poi li bastona la vita, la povertà, la miseria, la malattia... ". Il protestante sorrise e disse: "I bambini vi devono voler bene, voi li amate
nello stesso momento operate per il loro bene"».
Ogni tanto suor Teresa, quando aveva un attimo libero,leggeva, scriveva e pensava.
La figura materna era quasi sempre presente, improntata nel cuore e nella mente, e come sela perseguitasse, le si imponeva con tanta forza, quasi con violenza, tanto da farle pensare che forse era malata o addirittura che fosse morta. .
All'inizio del 1937 scriveva al fratello Lazer fra altro anche queste parole:
«In questi ultimi mesi non ho ricevuto nessuna lettera da voi... Penso sempre alla mia cara Nena Loke, a te e ad Age...
Pregate per me, come anche iò per tutti voi!
La vostra Ganxhe-Suor Teresa».
Si ricordava tanti consigli che le aveva dato la madre Drane: .
«... Devi essere solo di Gesù... Va',... però devi essere una suora santa...
Metti la tua mano sulla mano di Gesù e va' sicura avanti...
Va bene, figlia mia, va' nel convento per farti suora missionaria, ma devi essere totalmente dedicata a Dio, alla vita di preghiera... ».

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