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Madre Teresa di Calcutta
Le conversazioni di Don Lush con Madre Teresa di Calcutta

Primo incontro con Madre Teresa  di Calcutta a Roma nel 1969.

Anche dopo vent'anni non sono ancora sicuro di conoscerla profondamente, di capirla, e soprattutto di riuscire a seguirla.  
Ogni incontro con lei è una novità, una esperienza profonda, una provocazione, un desiderio di essere diverso... come lei...
In questi anni sono stato con lei molti giorni, guardandola, ammirandola, parlando e pregando insieme. Ho accompagnato Madre Teresa per le visite che fece in patria (Jugoslavia), e alla nostra diocesi (1970, 1978, 1980, 1986) poi per la fondazione della casa «Missionarie della carità», a Zagabria (1979), a Skopje (1980).
Sono stato più volte con lei a Roma, ma soprattutto ho passato giorni meravigliosi, per me indimenticabili, con Madre Teresa in Norvegia, (Oslo, 8-13 dicembre 1979), insieme con il fratello Lazer Bojaxhiu, con sua nipote Age Bojaxhiu, con il nostro vescovo albanese Mons. Nike Prela ed altri.
In tutti questi incontri ho avuto piacevoli ed utili conversazioni amichevoli, e capire meglio Madre Teresa, seguire meglio il suo cammino spirituale, cercare almeno in parte di imitarla nella nostra vita quotidiana, perché solo così lei
diventerà una spinta decisiva per la nostra fede, per il nostro amore-servizio verso Dio e verso il nostro prossimo.
Domanda «Madre Teresa, Lei è presente nelle varie parti del mondo.
Come si sente girando così per il mondo vedendo da vicino la sofferenza umana?
Ci può dare qualche o dettaglio del suo lavoro in mezzo ai poveri?».

Madre Teresa: Risposta
«Sì, ho vissuto molte esperienze.

Mi ricordo quei giorni quando raccoglievo la gente moribonda perla strada, poi il lavoro con bambini abbandonati, lebbrosi.
Oggi abbiamo 36.000 moribondi.
Sono morti 16.000, ma sono morti in pace e tranquillità.
La gente soffre molto in tutte le parti del mondo per la solitudine, per l'abbandono,
per la fame, per le malattie... ».
Domanda «Quante case religiose avete oggi nel mondo?».
Madre Teresa: Risposta «Abbiamo 112 case delle «Missionarie della carità» in tutto il mondo... Noi abbiamo dedicato la nostra vita a Dio e ai poveri.
In questi 27 anni non ho mai rifiutato nessuno.
Abbiamo più di 46.000 lebbrosi, tante case per i moribondi, tante scuole, ospedali.
La provvidenza divina ci assiste sempre».
Domanda «Chi trova questa gente per le strade e chi la porta da VOI. ».
Madre Teresa: Risposta «Noi li cerchiamo un po' ovunque. In alcuni casi li porta la gente del luogo, qualche volta anche la polizia, perché ormai tutti ci conoscono e sanno che noi lavoriamo per questa gente, li accettiamo con tutto il cuore.
Per amore noi li chiamiamo la "nostra gente", e anche gli altri dicono la"gente di Madre Teresa!"».
«Il numero delle suore che lavorano con tanta gente dovrebbe essere grande.
Madre Teresa.:  «Noi abbiamo 1.450 suore Missionare della carita» che lavorano con i poveri fra i più poveri.
Noi non guardiamo la religione, la razza, la nazione, la casta, né altre differenze.
Guardiamo solo una cosa: questa gente non ha niente e nessuno, sono malati, hanno fame, sete, perché Gesù ha detto: "Io avevo fame, ero malato, senza casa... e voi mi avete aiutato»
Domanda «Avete qualche vocazione anche dalla Jugoslavia?».
Madre Teresa: «Per adesso abbiamo solo 5 suore e due ragazze che si preparano per la vita religiosa. lo spero che ci siano molte altre vocazioni, perché nella nostra Congregazione abbiamo suore da 35 nazioni... »:)
Domanda «Secondo Lei quale è la malattia più grave nel mondo?».
Madre Teresa: Risposta «La malattia più grave non è la lebbra, né il cancro, è la solitudine, essere abbandonati e dimenticati da tutti.
La gente che non ha la gioia, l'amore, il rapporto umano, soffre terribilmente.
Purtroppo il numero di questa gente sta ,crescendo sempre di più».
Domanda «Molti desidererebbero sentire la sua presenza qui a Skopje nella persona delle sue sorelle. Cosa dice Lei?.
Madre Teresa: risposta «Questo era sempre il mio desiderio, ritornare nel mio popolo albanese, nella mia città nativa, nella nostra diocesi di Skopje-Prizren, fra la mia gente con le mie sorelle.
Se ci saranno le vocazioni, io vi darò volentieri le mie sorelle».
Domanda «Ho sentito che Lei è molto stimata in India da tutti, come anche in tutto il mondo. È vero che Lei e le sue suore viaggiate gratuitamente in India?».
Madre Teresa: risposta «Sì, all'inizio della mia "vita nuova" dovevo viaggiare molto, e questo costava tanto. Allora ho espresso il mio desiderio di rendermi utile durante il viaggio, di fare qualche servizio, per esempio come hostess sull'aereo, ma loro hanno rifiutato la mia proposta. Il nostro paese ha permesso a me, come anche alle mie sorelle, di poter viaggiare gratis in India. lo sono l'unica persona in India che ho questo permesso, diciamo privilegio».
Domanda:«Si parla e si scrive che Lei è candidata per il Premio Nobel per la Pace. Come accetterebbe Lei questo riconoscimento?».
Madre Teresa: Risposta :«Mi farebbe molto piacere, perché abbiamo pianificato di costruire 200 case per i nostri poveri, per le loro famiglie.
Se lo ricevo va bene, e se non lo ricevo, va bene lo stesso...».
«Come si sente in mezzo alla sua gente dopo tanti anni,nella città nativa, a Shkupi?».
Madre Teresa: Risposta :«Sono felicissima di trovarmi qui per la seconda volta dopo la partenza per le missioni. La prima volta sono stata qui nel 1970. Per me è difficile ricordare tanta gente.
lo lavoro con migliaia di persone e allora non posso ricordarmi tutti.
Mi ricordo ancora della mia città nativa, Shkupi, anche se adesso è molto cambiata, della mia parrocchia del Sacro Cuore, della nostra attività presso la parrocchia.
Ricordo particolarmente tanti buoni sacerdoti che mi hanno educato.
Un pensiero particolare ho per la mia famiglia, per il mio defunto papà Kole, per la mia mamma Drane, che adesso vive con mia sorella Age a Tirana, in Albania, come anche per mio fratello Lazer, che vive a Palermo.
Mi incontro spesso con lui o a Roma, o a Palermo, perché lì dal 1974 abbiamo una nostra casa per gli anziani e poveri.
Non vedo mia madre e mia sorella dal 1928, dalla mia partenza da Zagabria per le missioni... ».
Qui il suo volto diventò serio e anche un po' triste, perché come mi raccontò, molte volte lei ha tentato, anche attraverso autorità politiche di entrare in Albania e di fare uscire i suoi familiari, ma inutilmente.
L 'Albania non vuole cedere e permettere un incontro di Madre Teresa con la madre e la sorella...
Dopo una breve pausa proseguì così:
«Finora sono riuscita ad ottenere tutto con l'amore e la preghiera, ma questo no.
Ci sono ancora confini ed ostacoli che nemmeno l'amore riesce ad abbattere.
Solo il buon Dio sa perché mia madre e mia sorella devono soffrire così.
Certamente il loro sacrificio e le loro preghiere mi aiutano tanto nella mia missione.
Tutto per la maggior gloria di Dio!».
Domanda «Quando pensa di poter ritornare a Skhupi?».
Madre Teresa: «Solo Dio lo sa, forse per la benedizione della nuova cattedrale, se sarò invitata, o per l'apertura della nostra casa... ».

Domanda «Lei è una suora missionaria.. È andata nelle missioni per lavorare per la salvezza delle anime. Adesso ha un altro tipo di lavoro, un'altra missione.
Come realizza la sua vocazione religiosa?».
Madre Teresa: Risposta «Bene, mi piace questa tua domanda.
Noi viviamo e lavoriamo per Dio, tramite la nostra consacrazione, i nostri voti religiosi.
Dio è amore per tutti, è Padre di tutti, e anche noi cerchiamo di testimoniare quest'amore a tutti, in particolare alla gente che soffre.
Il nostro lavoro missionario è quello di avvicinare la gente a Dio all'amore che testimoniamo in ogni azione.
La nostra vocazione è la santità, cioè essere completamente testimoni di Dio per gli uomini, per tutti».
(Shkupi,28.03.1978).
Domanda «Mi fa molto piacere che si apra la prima casa in Jugoslavia, qui a Zagabria. Come vive Lei questo ritorno, dopo 50 anni? Pensa di aprire altre case da poi, nella nostra diocesi?».
Madre Teresa: Risposta «La mia venuta in Croazia, a Zagabria, è il mio Sì, la mia gratitudine per tutti i missionari e missionarie che sono venuti da noi, nelle varie parti del mondo, per portare la parola di Dio alla gente.
Penso che questo sia il modo migliore per ringraziare i genitori delle vocazioni missionarie, genitori che hanno consegnato i loro figli e le loro figlie nelle mani di Dio, della Chiesa e del popolo: La venuta a Zagabria è segno del nostro amore alla Chiesa cattolica...
lo spero di aprire l'anno prossimo una casa delle «Missionarie della carità», questa volta nella nostra diocesi di Shkupi-
Mi auguro che ciò così continui anche in futurolo prego con assiduità per questo scopo, per il mio popolo; questo è l'unico aiuto che per il momento posso dare... ».
Domanda «Come è la situazione della Chiesa in India? Ho sentito parlare del progetto di legge che vieterebbe qualsiasi attività missionaria, le conversioni.
Come sono i rapporti fra le varie religioni in India?».
Madre Teresa: Risposta «Questo progetto di legge non è ancora arrivato al Parlamento. Molti pensano che non sarà approvato.
Per noi fu una vera benedizione perché ha avvicinato tutti i cristiani.
Adesso sono convinta che per poter vivere ed essere cristiani, bisogna amarsi ed aiutarsi di più. Il rapporto che intercorre tra le varie religioni sta sempre migliorando,
Noi ad esempio non abbiamo nessuna difficoltà alavorare con tutti e per tutti».
«Dio Vi ha scelto per un'opera e testimonianza così grande, mentre ha scelto il popolo albanese per tante sofferenze, per persecuzioni secolari.
Come considera Lei la sua stessa vocazione in rapporto alla sofferenza e alla croce, che sono la vocazione del suo popolo?».
Madre Teresa:  Risposta «La sofferenza è il segno che Dio ci ama, perché ci avvicina, ci unisce con Cristo, con la sua croce.
Quando vedo la gente soffrire tanto, penso che il Calvario è presente dappertutto, che la sofferenza di Cristo vive nella nostra gente.
Guardando Gesù crocifisso vediamo il suo capo inchinato per baciarci, le sue mani aperte per abbracciarci, il suo cuore aperto per trovare in lui il nostro rifugio...
lo non so cosa succederebbe in questo mondo, se non ci fosse la gente che soffre tanto.
Offro volentieri tutta la mia vita a Dio, per il mio popolo, per tutta la Chiesa, per tutti
gli uomini... ».
Domanda «Finora Lei ha incontrato due volte il Papa Giovanni Paolo
Ha parlato anche della situazione in Albania?»
Madre Teresa: Risposta «No, non gli ho parlato dell'Albania, perchè non rItenevo opportuno: luI la sapeva gia. Gli ho parlato dei nostri poveri lo non so esattamente quello che succede in Albania, ma so che prego sempre il buon Dio per loro, e sono convinta che mediante fa preghiera egli darà molte grazie... ricordo la mia famiglia, il mio defunto papà e la mia mamma, tutti gli altri, come pregavamo assieme ogni sera.
Io spero che le nostre famiglie albanesi, preghino ancora, perchè questo è più grande dono di Dio, che la famiglia sia unita, e lo sarà solo se pregheranno insieme». ;

«Il viaggio del Papa in Polonia può essere un segno di speranza, per giorni e tempi migliori in Polonia ed altrove per la Chiesa, per i fedeli?».
Madre Teresa: Risposta «Certamente.
Ovunque è andato il Papa, lì è aumentata la fede, la speranza, l'amore... lo penso che la Polonia non sarà più quella di prima.
Mi auguro giorni mgliori per la PolonIa, come anche per tutta la Chiesa che soffre e che non ha la libertà religiosa».

Domanda «Cosa pensa dei giovani d'oggi?».
Madre Teresa: «La gioventù oggi è molto buona, pronta a rinunce e sacrifici, ma solo dopo aver conosciuto la virtù e la preghiera.
Dobbiamo aiutarli nella ricerca per trovare il senso della vita, la vera vocazione.
Loro non vogliono solo parole belle e buone, ma aspettano prove, opere, esempi, testimonianze.
Sono stanchi e di parole e di promesse .
La gioventù è veramente buona e coraggiosa, decisa: radicale. lo ho molta fiducia nei giovani».
Domanda «Perché Lei si è decisa per una vita così dura, difficile?».
Madre Teresa: Risposta «Era un ordine divino di dedicarmi completametite a Dio. Egli è il mio creatore, e perciò ha il diritto di fare di me ciò che vuole.
Dio è tutto per me! Mi sono donata a lui con amore, liberamente, volontariamente, e non mi pento mai. Proprio qui sta la mia felicità.
Questa grande felicità ed amore voglio condividere con tutti».
(Zagabria, 10 giugno , 1979)

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