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Leonardo: Madonna del garofano

Madonna del garofano
di Leonardo

( tra il 1478 e il 1481); olio su tavola
cm 62 x 47. Monaco, Alte Pinakothek

Immagini della natività

L'esordio fiorentino di Leonardo
Non si può separare lo sviluppo iniziale dell'eccezionale personalità di Leonardo Da Vinci (1452 -1519) dalla situazione culturale fiorentina in cui si forma ed a cui ben presto il Quattrocento reagisce con tanta vivacità polemica che perfino la vasta e diramata ricerca sperimentale che svolgerà nel campo naturali appare sollecitata se non determinata, dalla reazione all'idealismo estetizzante della cerchia neoplatonica fiorentina.
Al primo tempo dell'attività di Leonardo, ancora sotto l'influenza diretta del Verrocchio, appartengono alcune Madonne (nell'Ermitage dl Leningrado, nella Pinacoteca di Monaco), in cui la sorgente luminosa è duplice, frontale e dal fondo, Leonardo tende bensì a ottenere l'effetto del rilievo e a questo scopo accentua l'andamento curvilineo dei contorni; ma le opposte incidenze della luce impediscono al chiaroscuro di « girare» in un senso solo e lo diffondono sulle forme con un primo effetto di « sfumato ». La Madonna del garofano (Monaco) è molto vicina al busto della dama col mazzolino del Verrocchio: la mano (e il Bambino) in avanti; la luce che batte sul petto, vibra nella stoffa increspata allo scollo, si riflette tremula sul volto; il modellato espanso del viso tra i capelli ricciuti in cui s'impiglia e scherza la luce; i contorni volutamente indecisi perché la figura appaia immersa in un mezzo atmosferico imponderabile ma non privo di densità e movimento. 
Più volte i pittori fiorentini avevano cercato di dare alla forma dipinta la saldezza della forma scolpita: all'opposto, la scultura interessa  il giovane Leonardo perché non ha contorni definiti e perché  è un corpo immerso nella luce e nell'atmosfera naturali.

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