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Sulle piste dell' Adamello
Papa e presidente
17 lulglio 1984

PapaWojtyla_Sandro_PertiniCinque giovani trentini, che conducono una scuola di sci sull'Adamello, inviano ai primi di giugno
1984 una lettera in Vaticano: sapendo che il papa è un appassionato della montagna e che per gli impegni apostolici ha smesso di praticare lo sport dello sci, lo invitano al rifugio delle Lobbie, a 3054 m di quota, un posto sicuro e con nevi permanenti.
Alcuni giorni dopo vengono perfezionati gli accordi. Il papa invita per questa sua breve vacanza il presidente della repubblica italiana, Sandro Pertini.
Papa Wojtyla e Pertini sono giunti all' Adamello alle ore 10,15 di lunedì 16 luglio 1984.
L'avvenimento ha suscitato molto scalpore: ecco una cronaca, apparsa sui giornali del 17 luglio 1984.


Karol Wojtyla  e Sandro Pertini ieri, dopo che nei precedenti giorni s'erano telefonicamente accordati, hanno deciso in gran segreto di incontrarsi e far colazione insieme.
Ma non in Vaticano o a Castel Porziano, come era già avvenuto: la loro fuga? da Roma ha avuto quale meta nientemeno che l'innevato Adamello, lassù nelle Alpi,  tra il Trentino e la Lombardia.
La notizia della gita, mantenuta nel più stretto riserbo, si è appresa da un comunicato diramato dal Quirinale nell'avanzato pomeriggio, quando Pertini è rientrato a Roma.
Un comunicato che spiega come sia stato il papa ad invitare il presidente che ha accettato "con vivo piacere" di passare.qualche ora insieme nel rifugio della Vetta.
Anzi l'invito riguardava lo sciare insieme.
Solo che Pertini non ha mai messo gli sci ai piedi.
Sicché, dopo essersi incontrati di buon'ora all'aeroporto di Ciampino -assai prossimo a Castel Gandolfo dove il papa si è trasferito da alcuni giorni - Pertini e Wojtyla hanno  raggiunto con l'aereo presidenziale l'aeroporto di Villafranca e da qui in elicottero fin nei pressi  del rifugio dell' Adamello.
Ma prima di sedersi a pranzo, papa Wojtyla ha scambiato la veste bianca con un completo da sci blu e si è abbandonato al piacere di uno sport che l'elezione al papato poco più di cinque anni fa sembrava dovesse costringerlo a seppellire nei ricordi.
Ancora tre anni fa quando si recò a visitare i luoghi natali del suo immediato predecessore Luciani nel Bellunese, e gli offrirono in regalo un paio di sci, aveva commentato:
Queste cose ormai non sono più per me.
Invece papa Wojtyla, quando già Pertini aveva fatto ritorno a Roma, si è trattenuto sulle piste dell' Adamello ancora per qualche ora, come chi appunto intende sfruttare ogni istante di una occasione eccezionale.
E che la presenza di unpresidente della repubblica e di un papa insieme sui. campi di neve sia fuori del consueto perché mai "si era verificata nei rapporti tra stato e chiesa" lo ha rilevato lo stesso Wojtyla nel rispondere al brindisi di Pertini al termine della colazione, aggiungendo d'essere consapevole che qualcuno "griderà allo scandalo". -
Ma non c'è scandalo - ha soggiunto Wojtyla - quando si fa qualcosa in nome dell'amicizia e di valori autenticamente umani.
Il riserbo che ha circondato l'avvenimento non ha impedito che, in serata, le agenzie giornalistiche
diffondessero ampi particolari e indiscrezioni.
Come due turisti, due amici, il papa e Pertini si sono goduti le bellezze delle montagne del Trentino-Alto Adige e la stupenda giornata di sole; nella mattinata, appena arrivati, il papa ha sciato per circa un'ora, mentre il presidente lo guardava "fumando beato la pipa" (sono parole dei pochissimi testimoni).
Pertini e il papa avevano conversato in aereo dei grandi temi internazionali e di attualità nazionale.
Da Villafranca sono partiti in elicottero e sono giunti al rifugio della Lobbia Alta "Caduti dell' Adamello"
Erano circa le 11 e Giovanni Paolo II ha cominciato a sciare, mentre Pertini lo osservava.
Lei volteggia come una rondine -si è complimentato alla fine il presidente.
Mi rammarico - ha aggiunto di non aver mai imparato anch'io ad usare gli sci.
Verso l'una, tutti a mangiare al rifugio dei "Caduti dell' Adamello".
Un pranzo informale, durante il quale il papa ha spiegato di aver deciso di prendersi una breve pausa distensiva ("è la prima volta che scio in luglio"), su consiglio dei suoi collaboratori, e di aver pensato subito di invitare il presidente Pertini.
Durante la colazione è stata servita tutta roba genuina del posto: antipasto misto di prosciutto e salame, 'carpaccio', gnocchi verdi di spinaci, risotto, roast beef con insalata, formaggio, frutta di bosco e torta anch'essa alla frutta.
Il tutto innaffiato da Tokay bianco e grappe locali.
Il clima si è subito riscaldato. C'erano oltre a Pertini, al papa e ai loro pochi collaboratori,  gli onnipresenti sette-otto giovanotti in tenuta da sci e l'equipaggio dell'elicottero.
Un dato curioso: gli gnocchi di spinaci verdi da quelle parti si chiamano familiarmente 'strozzapreti'.
Finito il pranzo, il pontefice ha riaccompagnato Pertini all'elicottero.
Gli italiani sono fortunati ad avere un presidente come lei gli ha detto nel salutarlo.
Pertini non è stato da meno: - Santità ,la sua amicizia è per me di grande conforto, di grande aiuto, mi dà serenità per il mio lavoro quotidiano.
Il presidente ha poi raggiunto Verona Villafranca da dove alle 15,45 ha ripreso il Dc-9 che lo ha riportato a Roma alle 17 in punto.
Stamane alle 11 riceverà una delegazione del Pci che gli porterà una medaglia commemorativa di Berlinguer.
Il. papa resterà a sciare fino a stasera e rientrerà in tempo per l'udienza generale del mercoledì 18.
Il rifugio "Caduti dell' Adamello", che sorge su un ampio ghiacciaio nella zona della Lobbia Alta, è di proprietà del Caidi Brescia.
Si trova sul territorio trentino, a cinquanta metri dal confine con la provincia di Brescia,  e vi si può accedere, partendo da Pinzolo, attraverso la val di Genova e il rifugio Mandrone, dopo cinque ore di cammino a piedi.
I carabinieri, che hanno garantito il servizio d'ordine, già dall'altro pomeriggio e per tutta la giornata di ieri hanno bloccato al rifugio Mandrone la via d'accesso che porta al "Caduti dell' Adamello".