Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

Via Crucis 1984
Papa Wojtyla
Dodicesima Stazione: Gesù muore sulla croce

V. Adoramus te, Christe, et benedicimus tibi.
R. Quia per sanctam crucem tuam redemisti mundum.

«... Si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce»
(cfr. Fil. 2, 8).
Accettò la morte, la vera morte umana.
Ha scelto la morte, la morte di croce.
L'apostolo Paolo ne parla così: «Gesù Cristo... pur essendo di
natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza
con Dio...» (cfr. l.c. 2, 6).

Non usufruì... dell'immortalità. Dio è immortale. Dio è Vita.
Eppure Gesù Cristo:- uguale a Dio nella divinità come Figlio
al Padre -«divenuto simile agli uomini» nella Umanità, ha scelto la morte.
Ha accettato la morte: la vera morte dell'uomo.
In questa morte: «spogliò se stesso» spontaneamente.

Ha accettato la morte dall'uomo. L 'ha presa dalla sua storia,
dalla storia d'ogni uomo. Ha accettato la morte come eredità di
Adamo. In questo modo è diventato completamente e definitivamente
«simile agli uomini» (cfr. l.c. 2, 7).

In questa totale somiglianza all'uomo mediante la morte, fu
perfettamente obbediente! Salvificamente obbediente!
E con questa obbedienza «fino alla morte» ha vinto la morte!
Ha vinto la morte, perché ha vinto il peccato. Il peccato ha la sua
radice nella disobbedienza della creatura nei riguardi del Creatore
e Padre e ha il suo frutto nella morte.

Gesù muore sulla croce in mezzo ad orribili sofferenze.
Le sofferenze penetrano fino in fondo alla sua anima, quando grida:
«Padre, Padre, perché mi hai abbandonato?» (cfr. Mt. 27, 46;
Mc. 15,34). Per questo proprio esse hanno la potenza della redenzione. Giungono ovunque sia arrivata la potenza distrnttrice
del peccato, della disobbedienza della creatura di fronte al
Creatore e Padre. Questa disobbedienza viene riscattata mediante l'immensità dell'obbedienza e con l'immensità dell' Amore filiale.

In questo modo il Figlio restituisce al Padre l'uomo e il mondo.
In tale modo restituisce il Padre all'uomo e al mondo.
Accetta la morte dall'uomo, dalla sua storia e dalla sua eredità.
In questa morte riceve di nuovo dal Padre il dono della Vita:
l'inizio della Nuova Terra e dei Nuovi Cieli.

Gesù muore sulla croce: rende lo spirito. «Tutto è compiuto»
(Gv 19,30). «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito»
(Lc 23, 46). Il più grande momento nella storia dell'universo creato.

Preghiamo.
Mortem tuam annuntiamus, Domine.
O Gesù Cristo!
Che noi viviamo di questa Vita,
alla quale ci hai introdotti
mediante la tua Morte!

Tutti:

Pater noster...

Vidit suum dulcem natum
moriendo desolatum
dum emisit spiritum.

Potrebbero interessarti