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Gianni Milano
Uomo nudo

Dedicato alla storia del movimento 
lunga vita ai rivoluzionari

uomo nudo
esclamazione del cielo che in principio era il Verbo
tu disceso dall’albero con la banana in culo ed un gettone
ansioso da infilare nel vuoto tu scala di caverne pulsanti
d’infiniti anfiteatri di sangue terapie sotterranee
di veicoli impazziti grande ululato caos di sangue
uomo nudo
racchiuso nell’impossibile sfera della forma eiaculante
vitree visioni notturne sul passo asmatico del coito
erezione di babilonia sacrificio del melo in fioriture
di vulcani quando cede il tronco tarlato dalla tua saliva
e travasi bottiglie con colletti di giraffe nella giostra
delle natiche piluccare dal mare alla montagna
il fine della vita stringendo seni tra due dita maestre
sull’alto dell’altare in veste bianca talare
zampilli di stantuffi che ricerchi infantilmente mostruoso
uomo nudo-pasticca uomo nudo-fumato tutti i fiumi
decolorano i tuoi peli crini di cavalli per cuscini
di nuvole appestate ansito cosmico dei tuoi mantici
io ti seguo i continenti ti cavalco sodomita di vita
purulento sputacchio di vertigini
alza il pollice
scavalca il ramo pitecantropo ossuto e scoglionato
mastica fiori in lava verdastra di godere traccia linee
di fuoco con fiammiferi accatastati alle stazioni ferroviarie
tutti i treni arrugginiti loro musi semisdraiati fumano
le ortiche se si alza un suono tra gli angoli delle bolle
una cascata di aperture trafitture di vespe nel water
tutto il plasma si sfalda nella merda con le tue ossa
cattedrali di vento dove hai posato il culo su quale
carta stampata e quale foglia ha raccolto il tuo coito
senza voce spasmodicamente muto ricerca con trapani
delicati di papaveri a tastoni la mammella di dio
la mammella sensibile del dio-verbo che si sieda
su formicai rossi-rossi di linee incongruenti ed ordini
panini alle veneri defigate che camminano erette
non dimenano le chiappe tutto il mondo è opaco
il tuo occhio nell’occhio
uomo nudo abbandonato nella neve
piscia germogli
quando osservi la luna raccogli la tua forfora
per biglietti d’invito all’orgia della chiocciola
non cadere dai trampoli ridi tuoni e tempeste
e spaccate vetrate di bianco improvviso le piramidi rovesciate
con gli uomini che si cercano di caverna in caverna
di lingua in lingua di buco in buco del culo
con testicoli foderati di lamine di quercia
per spaventare i demoni
che liscia la tua sciarpa ti accarezza per mistiche
conclusioni inconcluse riaperture di fori
nelle cortecce del mondo
uomo nudo
traliccio per raccolte di appelli alto e supino
sulle punte del pino grido di uno scoiattolo che raccoglie
sul pube colonnine di ore e ricama le cuffie con i peli
del cazzo uomo nudo capelluto uomo nudo-mani
nel tuo fragile filo d’arianna
malattie di denti montagne resistenti
alla dolcezza e falangi mozzate di atonie uomo nudo terreno
di vasi sacrificali perforato dal sangue goccia a goccia
BUCO VERTICALISSIMO NEL TEMPO che discende e si erge
sulla cima del bastone per poliziotti in mutande
che respirano gas e ti parlano gas e ti legano gulliver
con sottili sbavate di culi infiammati
tu passivo uomo nudo gigante apocalittico
con l’ombellico oratorio se ti si muove un pelo
gli altari si disintegrano s’accatastano per le strade
s’accavallano le strade sulle case si contorcono le case
nel piscio
io mi siedo sulla tua pancia incito alla corsa i cavalli
ci perderemo nella steppa scivolando nelle vasche
occhi dada per le oche selvatiche del verde
volterai immense pagine d’alba scasserai tutti
i letti rotolando per terra i tuoi figli seminati sulle coste
nuovi cestini di creazione immorali imbrattati di pesce
costole puntute per orologi asfittici
sui boulevards di parigi risalgono la corrente
i barconi del rodano tutto torna all’indietro ed il naso
sparisce
e le orecchie si fischiano nelle sirene
si dilata il balletto di taylor mead pan anfibio
1000 teste di ginsberg
con postini indaffarati a strappar lettere minatorie al Pentagono
agitazione marasma coito interrotto
la tua lava discioglie le divise i politici riscoprono
la gioia – la grande madre figa riprende il sorriso
del mattino quando il falco trascina il sole alla vittoria
strombettano culi le notizie
del senza-tempo
e l’edera sospira nidi d’uccelli sotto le ascelle
uomo nudo del bosco le tue impronte odorano di cani
che rifiutano la morte del black labbra aperte
alla tromba divorate dalla tromba divorata dal suono
divorata dal silenzio divorato dal tutto
ponte
ellittico gratuito
uomo nudo
TU
affermazione imperiosa che dilata le braccia prende Boris
per mano lo accompagna sulle montagne gli distende davanti
l’ombra del fico santo del maestro santo apre piano
le porte del dolore 7 porte di seta per ritornare uomo nudo
e solo nel freddo e nel giorno nel caldo e nella notte
rottami d’unghie in vetrina scampoli di comunicazioni
sui pavimenti angosce viscerali sugli scalini in discesa
E IO VENGO E RIVENGO LANCIO MANI DI SALVATAGGIO
CHIEDO OCCHI LUCENTI DI CORALLO VOGLIO LENZUOLA DI CIELO
uomo nudo tutto nudo su una macchina ruotante
con l’asfalto che cammina SIAMO INDIETRO COL TEMPO
masochismo di sonno per le vie del budello
alla fine della salita con la coda del cuore che martella
nella ghiandola la mia ghiandola ritma il pulsare
del tuo ventre le formicole s’arrostiscono e gli strati
geolitici si formano in cristalli purissimi
con sapone ultra-dolce per il cappio della fame
su una strada senza sogni dove muoiono gli indiani
sul tuo corpo le scalate falliscono ruzzolano i parassiti
cantano orgiastici
i figli della vita s’illumina il living theatre
non c’è posto
per prigioni INGOMBRI GLI UNIVERSI E LE ETERNITA’
SMINUZZI I CODICI RIZZI IL CIUFFO E TRRRRRRRRR
(ahhh!)
scricchiola la tour eiffel
il mar rosso dilaga
mosè fa il maestro di scuola
samuele fa le punte alle matite
il porcaro del texas si discioglie nel water
si trasformano in fiori le guardie rosse del mondo
e la barba di fidel luminaria di festa
(apertura cosmica alla speranza viva)
uomo nudo
mi conti dalle dita agli alluci infinità di rughe
per infinità di ore copulabili ancora –
dal fiammifero acceso
nasce l’iride d’oggi mazzi d’arazzi divergono velocissimi
ambasciatori agli universi extra-solari e s’imbattono
in scatole
babeli intossicate che giocano con i tombini
fiiiiischia nel siiiiibilo il cellulare
un ricciolo di bob
nell’occhio del ministro degli interni
vatti a mettere
il succhiotto
fatti cullare da joan
uomo nudo
palline colorate di sperma cantano canzoni nuove
il tuo seme fruttifica nel deserto
strappano pelle condor missilistici
ombre strappate sulla pietra
segnaletica stradale d’hiroshima
per incentivi di carta
fotografie di lusso elzeviri odorosi di tarme
unghie ritagliate
dai barbieri
composizioni linguistiche di pidocchi stipendiati
masturbazioni di castrati in UNA NOTTE BELLA CON VINO BIANCO
E LUNA
CHE CORREVANO SULLE PISTE DELL’ORO
I CARRIAGGI DELLA PIOGGIA
l’epopea di kerouac in biblioteche rosa
uomo nudo tienti forte
nel pisciare sull’europa NON TOCCARE L’EUROPA COL GLANDE
TUTTI GLI HITLER A RIPOSO NON IGNORANO L’ATTENTI
L’ORTODOSSIA DELLA MORTE PREPARA LE SUE CABALE
LE STRUTTURE SEGRETE FIORISCONO GLI UNCINI
CHI TOCCA I FILI MUORE MUORE MUORE MUORE
e l’arrembaggio è vicino oloturia gigante vomiterà la vita
in scarpe scamosciate ed applausi frenetici di durbans
uomo nudo
il flauto sta chiamando a raccolta i bhikku
della circonferenza – uomo nudo siamo pronti a sciogliere
le catene per altalene di stagioni (nel mio sonno un puntino
mi richiama alla vita nel centro della fronte
dove riposa il Tao)
uomo nudo ruggisci
col cazzo sollevato a benedire il mondo
uomo nudo-parabola di strade caverna di sigarette e pus
grande magazzino di COSE ritagli d’acqua e di sostanze
organiche della foresta camminando sotto la lampada
di quarzo le rondini si fermano tracciano punti per reticolati
di gioia covano sotto le ali le morti delle uova satireggiano
l’atmosfera con campanelli squillanti tra le vertebre
uomo nudo-triste titillante gocce di birra
nella corsa all’ombra dell’ombra
le mie dita parlano pulsazioni
il mio sonno allatta draghi scantona i pilastri
delle metropolitane e dei sotterranei
galleggia
nel giallo dell’india
aureola l’ettore-buddha gioioso
si divincola dagli abbracci sudati dei critici cammina
incontro all’immagine astrale dell’andrea e semina chicchi
di riso sulle labbra formicolanti di alberto tutta la mia
casa è piena di lacrime macchie di caffè quadretti di sperma
sgocciolature di conserva note di dylan sotto il letto sfasciato
dormo sul fianco dell’himalaya il mio cuscino è un mandala
della veste dei bonzi
uomo nudo
apertura votiva nella morte della vacca
la tua pista rincorre il cavallino di manitou
brucia hashish nei falò segnaletici
se un uomo cammina piegato sotto la pelle
minotauro destinato al macello uomo-aquila nel vento divino
il tuo becco si sfascia coi kamikaze
sopracciglia increspature di oceani
seduto sulla sedia del pioniere con chitarre che ingoiano
i tramonti rossi dell’ultimo quacchero auto-arso
nella figa del mattino col ritorno alla madre
dalle tiepidi pareti
NO WAR
e coriandoli di cartoline-precetto sulle labbra di luther king
e di gianni
la grande Voce ridesta i crisantemi
sfarfalla i girasoli illumina i binari
solleva i santi dalle loro nicchie
versa zucchero nel caffè
elettrizza i bastoncini
uomo nudo
sulle antenne dei galli selvatici folgorazione atomica a catena
sutra odorosi di sandalo
haiku del cielo che rotola nelle vene
e tu rotoli nella neve seguendo le linee della mano
miliardi elevati a miliardi per una sola notte di neve
quando adamo sbadigliò la prima volta e tremò tutto l’universo
al primo velo violato al primo sangue versato
che colorò col buio i bramiti dei cervi
che pascolavano col buddha e gli leccavano le palme dei piedi
dove brillava la ruota della vita
uomo nudo mammellare
occhio di latte che riempi la bocca se il tuo cuore saltella
sul telegrafo apri gli opercoli del nepal dissotterra
i bulbi oculari sprigiona innocente amore gratuito
gràttati i coglioni e lascia che i fiumi scorrano lungo le chiappe
uomo nudo
UOMO CHE SEI
ESCLAMAZIONE DEL CIELO CHE IN PRINCIPIO ERA IL VERBO
modula i tuoi richiami
che ti sentano i fratelli
e i desperados della strada
e i minatori della marijuana
noi uomini nudi sotto le brezze delle cicogne
che nascano le montagne su di noi
ed il fico ci fuoriesca dal naso
con la nostra anima gentile
che busserà ai vetri delle vostre case per un angolo caldo
nel vostro letto pulito nel vostro cuore aperto
una casetta di legno –
REGALEREMO UN BIGLIETTO SENZA RITORNO
E SENZA DESTINAZIONE
IAHHH LA CORSA HA INIZIO
tenetevi saldi ai crini dei cavalli
L’A P O C A L I S S E
E’
U B R I A C A
1966

Il testo è stato pubblicato per la prima volta nel 1974 

Gianni Milano è un  poeta del movimento della Beat  Generation movimento artistico, poetico e letterario che si sviluppò dal secondo dopoguerra negli anni cinquanta negli Stati Uniti. La Beat Generation viene anche chiamata «gioventù bruciata»

Tra gli autori della Beat Generation:

Jack Kerouac

Allen Ginsberg

Frank O'Hara

Anne Waldman

Bob Kaufman

Lawrence Ferlinghetti

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