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Fiaba per bambini
Mamma mia, che brutta sorpresa

Pinocchio, svegliandosi un mattino, si diede la solita grattatina e, proprio mentre si grattava, si accorse con sua grandissima meraviglia che le orecchie gli erano cresciute più d'un palmo.
Il burattino andò subito in cerca di uno specchio per potersi vedere, ma, non trovandolo, riempì d'acqua un catino e specchiandosi vide quel che non avrebbe mai voluto vedere: la sua immagine abbellita. 
di un magnifico paio di orecchie d'asino. Pinocchio cominciò a piangere, strillare, a battere la testa contro il muro: ma più si disperava, più le ue orecchie crescevano, crescevano e diventavano pelose sulla cima, Al rumore di quelle grida acutissime, entrò nella stanza una bella marmottina, che abitava al piano di sopra: la quale, vedendo il burattino così agitato, gli domandò premurosamente.
 Che cos'hai, mio caro burattino?
Sono ammalato, marmottina mia, molto ammalato... e ammalato d'una malattia che mi fa paura!
Te ne intendi tu di ammalati?
Un pochino.
Perché non senti se ho la febbre?
La marmottina sollevò la zampa destra davanti, e dopo aver toccato la fronte di Pinocchio gli disse sospirando: - Amico mio, mi dispiace doverti dare una cattiva notizia!
Cioè?
Tu hai una gran brutta febbre!
E che febbre sarebbe?
È la febbre del somaro.
Non la capisco questa febbre! - rispose il burattino, che l'aveva purtroppo capita.
Allora te la spiegherò io - aggiunse la marmottina. - Sappi dunque che fra due o tre ore tu non sarai più un burattino, né un ragazzo...
E che cosa sarò?
Fra due o tre ore, tu diventerai un ciuchino vero e proprio, come quelli che tirano il carretto e che portano i cavoli e l'insalata al mercato.
Oh, povero me! Povero me! - gridò Pinocchio, prendendosi con le mani tutte e due le orecchie e tirando le e strapazzandole rabbiosamen te, come se fossero le orecchie di un altro.
Caro mio, - replicò la marmottina per consolarlo - che cosa ci vuoi fare?
Si sa che tutti quei ragazzi svogliati che detestano i libri, le scuole e i maestri e passano le loro giornate in giochi e in divertimenti, finiscono prima o poi col trasformarsi in tanti piccoli somari.
Ma - davvero è proprio così? - domandò singhiozzando il burattino.
Purtroppo è così! E ora i pianti sono inutili.
Bisognava pensarci prima!

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