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Favola di Elena Cacciabue 
Petit e il suo regalo di Natale (Estratto)

La notte arrivò e oscurò i colori. Tutti andarono a dormire. Petit si raggomitolò nella sua cuccetta e si addormentò subito.
Al rintocco della mezzanotte, sentì bussare alla porta di casa. Incuriosito, con il collo e la codina irrigiditi, accostò l'orecchio, ma non aprì.
Tra sé e sé pensò: – Chissà chi potrà essere a quest'ora? Vorrei proprio saperlo, ma è meglio non aprire! – e tornò tra i suoi straccetti colorati.
Mentre cercava di riaddormentarsi, udì tintinnare il vetro della finestra, e una voce risuonare: – Apri bel micetto, per favore! Per favore! –
E Petit rispose, deciso: – Non posso! –
- Gattino, apri! Sto morendo di freddo qua fuori! Sono un gatto anch'io e non so dove andare, ho tanta fame, sono giorni e giorni che non mangio! –
A quel punto, Petit si impietosì e pensò a quanto doveva essere triste essere soli, per di più affamati e al freddo.
– Ed era pure cieco da un occhio! – rimuginava, Petit. Lui si sentiva tanto fortunato  ad avere una famiglia così bella. Pensò che avrebbe dovuto e voluto aiutare quel gatto.
– Entri pure, Signor Gatto! – disse.
Il gatto entrò e, all'improvviso, gli diede una violenta zampata.
–Allora, tu vivresti qui, in mezzo a tutte queste belle cose? – fece il gatto, con invidia.
– Sì, sono molto fortunato! – replicò, allibito, Petit.
L’intruso emise un fischio e, proprio dalla finestra, entrarono spavaldamente altri due gatti, che infilarono velocemente
Petit in un sacco e, in un batter d'occhio, fuggirono.

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