Il paese dei balocchi
di Carlo Collodi
Dove vai? - chiese Pinocchio.
Vado ad abitare in un paese... che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna! rispose Lucignolo.
E come si chiama? Si chiama il «Paese dei balocchi».
Perché non vieni tu anche tu? lo? No davvero!
Hai torto, Pinocchio! Credi a me che, se non vieni, te ne pentirai.
Dove vuoi trovare un paese più salubre per noialtri ragazzi?
Lì non vi sono scuole; lì non vi sono maestri; lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai.
Il giovedì non si va a scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica.
Figurati che le vacanze d'estate cominciano col primo di gennaio e finiscono coll'ultimo di dicembre. Ecco un paese come piace veramente a me!
Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!
Ma come si passano le giornate nel Paese dei balocchi?
Baloccandosi e divertendosi dalla mattina alla sera.
La sera poi si va a letto, e la mattina dopo si ricomincia daccapo.
Che te ne pare? Uhm! - fece Pinocchio.
Dunque, vuoi partire con me? Sì o no? Risolviti.
No, no, no e poi no.
Oramai ho promesso alla mia buona Fata di diventare un ragazzo perbene, così ti lascio subito.
e scappo via.
Dunque addio e buon viaggio.
Ma Lucignolo continuava a insistere e Pinocchio era sempre meno convinto di voler rimanere.
A mezzanotte arrivò il carro diretto al Paese dei balocchi.
Non appena Lucignolo fu sul carro, il conduttore si rivolse a Pinocchio.
E tu, amor mio, che intendi fare?
Vieni con noi, oppure rimani?
Pinocchio non rispose, ma fece un sospiro; poi fece un altro sospiro, poi un terzo sospiro. Finalmente disse:
Fatemi un po' di posto: voglio venire anch'io!
