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Favole di Tolstoj

Favola di Lev Tolstoj
Giochi all'aperto

All'ombra di una betulla fu disteso un tappeto e in circolo si sedette tutta la compagnia.
Che gioco vogliamo fare? - domandò Volodja, buttandosi pigramente sull'erba e masticando foglie. - Sempre l'eterno Robinson?
Facciamo qualcosa d'altro...

Il gioco di Robinson consisteva nel rappresentare delle scene che avevamo letto molto tempo prima.
Via, su... perché non vuoi fare questo gioco? - insistettero le ragazze tirandolo per una manica.
Davvero non ne ho voglia, mi annoio - disse Volodja sorridendo soddisfatto.
Allora meglio restarsene a casa, se vuole giocare - mormorò Ljuboka attraverso le lagrime.
Ci sedemmo in terra e cominciammo a fingere di remare con forza ma Volodja rimase con le braccia incrociate. lo glielo feci notare; ma egli rispose che dal muovere più o meno le braccia non avremmo guadagnato né perduto non saremmo andati lontano.
Questi atteggiamenti raffreddarono il gioco. Se si deve ragionare così, non è possibile nemmeno viaggiare sulle sedie.
Eppure, Volodya, nelle lunghe sere d'inverno, copriva il divano con dei fazzoletti e lo trasformava in un lunghissimo treno!

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