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Libro primo
Favola di Fedro
Il lupo, la volpe e la scimmia che giudica

Chi si sia fatto conoscere per sconcio inganno una volta, 
non gli si crede quand'anche è verità ciò che dice. 
Questa brevissima favola ce lo dimostra, di Esopo. 

Faceva carico il lupo d'un certo furto alla volpe;
essa diceva che lei non ne era affatto colpevole.
Allora, in mezzo tra i due, la scimmia entrò come giudice.
E dopo che l'una e l'altro le perorò la sua causa,
tale sentenza si conta che pronunciasse la scimmia:
«Mi pare che tu non abbia perduto ciò che reclami;
tu, ciò che neghi con faccia tosta, l'hai, credo, rubato».

Lupus et vulpis iudice simio

Quicumque turpi fraude semel innotuit,
etiam si verum dicit, amittit fidem.
Hoc adtestatur brevis Aesopi fabula.

Lupus arguebat vulpem furti crimine;
negabat illa se esse culpae proximam.
Tunc iudex inter illos sedit simius.
Uterque causam cum perorassent suam,
dixisse fertur simius sententiam:
«tu non videris perdidisse quos petis;
te credo subripuisse quod pulchre negas.»

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