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Favole di Esopo

Favola di Esopo
Il topo di campagna

Il topo di città ebbe un invito a pranzo dal topo dei campi, che era suo amico, e subito lieto partì per la campagna. Ma il  pranzo era erba e grano.
«Vedi,» gli disse, «che vita da formica conduci, mio caro!
E io ho la casa piena di ogni ben di Dio; vieni con me, che ti darò di tutto». 
Subito gli amici si incamminano verso a città.
L'ospite mostra legumi e fichi secchi e formaggio e pane, datteri, miele e frutta.
L'altro, stupito, lo ringrazia di cuore, maledicendo il suo triste destino.
Ma quando si apprestano a gustare il pranzo, capita un uomo che spalanca l'uscio.
I poverini, al rumore, con un sussulto, corrono a nascondersi in un buco del pavimento.
Poi ne escono, per gustare i fichi secchi, ma ecco arrivare un'altra persona, per non so quale faccenda. Scorgendolo, gli sventurati balzano di nuovo in cerca di salvezza.
Il topo di campagna, allora: sospira dice all'altra «Amico, addio! Saziati pur ben bene, goditi il pranzo con tutte le sue gioie, con tutti i rischi e tutte quante le paure! lo poverello, voglio continuare a vivere a grano ed erbe, ma senza timore!».

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