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banchi di scuola
Racconto di Edmondo De Amicis 
Agli scolari

La popolare città, i paesi, i pittoreschi villaggi, le frazioni sperdute nei più remoti angoli della terra, presentano al mattino
uno stesso commovente spettacolo: frotte di bambini, di adolescenti e di giovani popolano le strade diretti verso la scuola. E' .
un esercito immenso che nell'austerità delle aule si addestra alla vita e prepara la conquista della civiltà del futuro.
Amate la scuola, come la vostra casa e rispettatela come un tempio, scopritevi il capo quando ne varcate i cancelli ed elevate un pensiero di gratitudine agli uomini che nei campi, nelle officine, negli uffici lavorano per rendervela sempre più accogliente. E quando l'amarezza per qualche insuccesso vi rende tetre le pareti dell'aula, pensate alle falangi di cittadinì che hanno lavorato e lavorano per prepararvi la fortuna, a loro negata, di una scuola efficiente e per tutti; e allora il vostro sacrificio vi parrà insignificante, di poco conto, un'occasione per temprarvi a battaglie più ardue. La nazione ha offerto a voi tutti la scuola perché si aspetta da voi un valido contributo al progresso ed alla civiltà. Sappiate tenere alta la luce del sapere, ricevuta dai vostri insegnanti, diffondetela con lo stesso impegno dell'atleta vigoroso che dal maratoneta stanco ha preso la fiaccola d'Olimpia.
Pensa la mattina quando esci, che in quello stesso momento, nella tua stessa città, altri tremila l ragazzi vanno come te a chiudersi per tre ore in una stanza a studiare. Ma che! Pensa agli innumerevoli ragazzi, che presso a poco a quell'ora vanno a scuola in tutti i paesi. Vedili con l'immaginazione, che vanno, vanno per i vicoli dei villaggi quieti, per le strade delle città rumorose, lungo le vie dei mari e dei laghi, dove sotto un ardente sole, dove tra le nebbie, in barca nei paesi intersecati da canali, a cavallo nelle grandi pianure, in slitte sopra le nevi, per valli e colline, attraverso a boschi e a torrenti, su per sentieri solitari delle montagne, soli, a coppie, a gruppi, a lunghe file, tutti coi libri sotto il braccio vestiti in mille modi, parlanti in mille lingue, dalle ultime scuole della Russia quasi perdute fra i ghiacci, alle ultime scuole dell' Arabia ombreggiate dalle palme, milioni e milioni, tutti a imparare in cento modi diversi le medesime cose. Immagina questo vastissimo formicolìo di ragazzi di cento popoli, questo movimento immenso di cui fai parte, e pensa: - Se questo movimento cessasse, l'umanità ricadrebbe nella barbarie ;' questo movimento è il progresso,
la spe
ranza, la gloria del mondo. - Coraggio, dunque, piccolo soldato dell'immenso esercito. I tuoi libri son le tue armi; la tua classe è la tua squadra, il campo di battaglia è la terra intiera, e la vittoria è la civiltà umana.
Non essere un soldato codardo.
(da « Il libro Cuore »)


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