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Da Tempi di Duilio Paiano
Parole, parole, parole 

«S'ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo». Potrebbe essere lo slogan, mutuato da Manzoni, di questa fase della campagna elettorale foggiana. Una campagna fatta di voci che vanno aumentando progressivamente di numero e d'intensità.
E con il numero aumenta anche la confusione.
Se questi sono i segnali d'avvio, figuriamoci che sarà negli ultimi quindici giorni...

L'aspetto più pittoresco, però, è affidato ai manifesti, di tutti i colori e di ogni taglia, spesso affiancati nello spazio messo loro a disposizione.
Strumenti di una schermaglia fatta di accuse e contro accuse, di domande e di risposte, di giustificazioni e di promesse.
Ma anche di sguardi incrociati e sorrisi ammiccanti, affidati alle megafotografie dei protagonisti, spesso l'uno di fianco all'altro sui muri della città.
A parte lo schema, prevedibile e scontato, del «tutti contro Agostinacchio», c'è anche chi implora pubblicamente la candidatura a sindaco per un consigliere comunale uscente.

Non c'è davvero di che annoiarsi, passeggiando per le vie del centro, in questi giorni. Uno sguardo alle vetrine ed una lettura di manifesto, cogliendo magari la contraddizione di chi richiama gli avversari politici ai fatti, adoperando lo strumento delle parole. Una babele di lingue, spesso incomprensibile, talvolta irritante.
Aspettando il peggio, ci tormenta il ritornello di un famosa canzone della inarrivabile Mina nazionale: «parole, parole, parole...».
Per i fatti, passare in un altro momento.
Maggio 1999

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