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mondine
Canto delle mondine -
 
Sciur padrun da li béli braghi bianchi - Signor padrone dalle belle brache bianche



Il riso è quasi certamente il primo cereale che sia stato coltivato dall'uomo. Stando a scoperte
la risicoltura sarebbe cominciata circa sette-ottomila anni fa nell' Asia sud-orientale, dove
a quanto pare -sono esistiti centri agricoli che sono i più antichi che finora si conoscano,
sorti forse intorno al 13.000 a.C., e cioè alcune migliaia d'anni prima di quelli del Medio Oriente, della cosiddetta Mezzaluna Fertile.
L'Italia ha due importanti province risicole: Vercelli e Novara..
Fino a pochi anni fa, il trapianto, la monda (estirpazione delle erbacce) e il raccolto venivano svolti dalle « mondine », che giungevano dalle zone più povere del Piemonte e anche da altre regioni.
Oggi l'impiego di questa manodopera stagionale è stato in gran parte sostituito dall'uso di apposite macchine. Ecco le parole di una vecchia canzone delle mondine piemontesi.
La campagna del
riso sta per finire, e le ragazze chiedono al «padrun da li béli braghi bianchi » di sborsare i soldi della paga e già pregustano il momento in cui prenderanno il treno per tornarsene alle loro case, lontane a volte centinaia di chilometri.
(Qui però non troviamo nessun accenno alla fatica e agli stenti del lavoro in risaia; essi sono descritti invece in altri canti delle mondine, come il seguente, che si intitola Bella ciao e si è poi
trasformato anche in una famosa canzone della Resistenza italiana:
Alla mattina appena alzata / o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao / alla mattina appena
alzata / in risaia mi tocca andar.
E fra gli insetti e le zanzare / o bella ciao... / e fra gli insetti e le zanzare / un dur lavoro mi
tocca far.
Il capo in piedi col suo bastone / o bella ciao.../ il capo in piedi col suo bastone / e noi curo
ve a lavorar..
O mamma mia, o che tormento / o bella ciao.../ o mamma mia, o che tormento / io t'invoco
ogni domano
Ma verrà un giorno che tutte quante / o bella ciao... / ma verrà un giorno che tutte quante /
lavoreremo in libertà.)
Dilaletto piemontese
da Bella ciao, «Il Nuovo Canzoniere Italiano »

Canto delle mondine -
Sciur padrun da li béli braghi bianchi - Signor padrone dalle belle brache bianche
Canto delle mondine
Sciur padrun da li béli braghi bianchi,
fora li palanchi, fora li palanchi,
sciur padrun da li béli braghi bianchi,
fora li palanchi ch'anduma a cà.
A scuza, sciur padrun,
s'a l'èm fat tribulèr,
l'era li prèmi vòlti,
l'era li prèmi volti,
a scuza, sciur padrun,
s'a l'èm fat tribulèr,
l'era li prèmi volti,
ch'a'n saiévum cuma fèr.
Sciur padrun da li béli braghi bianchi...
Al nòstar sciur padrun
l'è bon cum'è 'l bon pan,
da stèr insima a l'èrzan
a'l diz: « Fè andèr cal man »
Sciur padrun da li béli braghi bianchi...
E non va più a mesi
e nemmeno a settimane,
la va a poche ore,
e poi dopo andiamo a cà.
Sciur padrun da li béli braghi bianchi...
E quando al treno a s-cefla
i mundéin a la stassion
con la cassietta in spala;
su e giù per i vagon!


Sciur padrun da li béli braghi bianchi...






Traduzione in Italiano
Signor padrone dalle belle brache bianche,

fuori i soldi, fuori i soldi,
signor padrone dalle belle brache bianche,

fuori i soldi chi andiamo a casa.

Scusi, signor padrone,
se l'abbiamo fatto penare,
erano le prime volte,
erano le prime volte,
scusi, signor padrone,
se l'abbiamo fatto penare,
erano le prime volte,
e non sapevamo come fare.
Signor padrone dalle belle brache bianche ....
Il nostro signor padrone

è buono come lo è il buon pane,
stando in cima all'argine
dice: «Fate andare quelle mani ».
Signor padrone dalle belle brache bianche...
E non va più a mesi
e nemmeno a settimane,
la va a poche ore
e poi dopo andiamo a casa.
Signor padrone dalle belle brache bianche...
E quando il treno fischia
le mondine alla stazione
con la cassetta in spalla
su e giù per i vagoni.

Signor padrone dalle belle brache bianche...


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