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Frasi e pensieri di Haruki Murakami


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Frasi pensieri e aforismi di Haruki Murakami

Mi tolgo le cuffie e ascolto il silenzio. Il silenzio è una cosa che si ascolta. Lo scopro per la prima volta.
Haruki Murakami

Non è permesso chiudere gli occhi. Tanto, non serve a migliorare nulla. Non è che chiudendo gli occhi si spenga qualcosa. Anzi, se lo fai, quando li riaprirai nel frattempo le cose saranno decisamente peggiorate. Questo è il mondo in cui viviamo, Nakata. Devi tenere gli occhi bene aperti. Chiudere gli occhi è da rammolliti. Evitare di guardare in faccia la realtà è da codardi. Mentre tu tieni gli occhi chiusi e ti tappi le orecchie, il tempo avanza. Tic-toc-tic-toc. Oggi è lunedì, e siamo chiusi. La biblioteca, che persino nei giorni di apertura è tranquilla, in quelli di chiusura lo è forse anche troppo. Sembra un luogo dimenticato dal tempo. O meglio ancora, un luogo che trattiene il respiro, sperando che il tempo non si accorga della sua esistenza.
Haruki Murakami

Guardo il suo seno. La parte tonda, in rilievo, in accordo col ritmo del suo respiro, si solleva e si abbassa dolcemente, simile al movimento delle onde. Mi fa pensare a una vasta distesa di mare su cui scende una pioggia silenziosa e incessante. Io sono il navigatore solitario in piedi sul ponte della nave, e lei è il mare. Il cielo è un'uniforme distesa grigia che in lontananza si confonde con il mare, che la stessa tinta cinerea. In momenti come questo è molto difficile distinguere dove cominci uno e abbia fine l'altro. E' difficile persino distinguere il navigatore dal mare. E anche i confini tra la realtà e il cuore.
Haruki Murakami

Sono libero, penso. Eccomi qui, libero e solo come una nuvola che fluttua nel cielo.
Haruki Murakami

Anch'io, quando avevo la tua età, sognavo sempre di andare in un mondo a parte, - dice la signora Saeki sorridendo. - Un posto al di fuori del tempo, dove nessuno avrebbe potuto raggiungermi. - Ma un posto del genere non esiste. - Infatti, non esiste. Per questo vivo così. In un mondo dove tutto si danneggia, il cuore si consuma, e il tempo scorre senza un attimo di tregua. - Tace per qualche istante, come a suggerire con quella pausa il fluire silenzioso del tempo. Poi riprende: - Ma quando avevo quindici anni, pensavo invece che quel posto esistesse. Che da qualche parte fosse possibile trovare l'entrata per quel mondo speciale. - Lei era molto sola, quando aveva quindici anni? - In un certo senso si. Ero sola. Intorno a me c'erano delle persone, ma mi sentivo terribilmente sola. Perchè sapevo che non avrei mai potuto essere più felice di com'ero. Ne ero assolutamente certa, e quindi avrei voluto entrare in un luogo dove il tempo non scorresse.
Haruki Murakami

Cammino lungo la riva della coscienza, dove le onde si muovono in un flusso e riflusso continuo. Quando arrivano, lasciano dietro di sé delle scritte che subito l'ondata successiva cancella. Cerco di leggerle in fretta, nel breve intervallo fra un'onda e l'altra. Ma non è facile. Prima che faccia in tempo a leggere, arriva una nuova onda a cancellare tutto. Nella coscienza rimangono solo indecifrabili frammenti di parole.
Haruki Murakami

Resto lì a lungo, la mano appoggiata al bordo della finestra, a fissare il punto in cui è sparita. Magari potrebbe accorgersi di aver dimenticato di dirmi qualcosa, e tornare indietro. Ma non torna. In quel punto rimane solo una specie di cavità invisibile che ha la forma della sua assenza.
Haruki Murakami

Più che ostacoli da superare, c'è solo una cosa che devo fare: riuscire a vivere con questo involucro che è il mio corpo, e che più sbagliato di così non potrebbe essere. Un compito facile, difficile? Dipende da come lo si guarda. Quello che so è che, anche se ci riuscirò, nessuno penserà che ho compiuto qualcosa di importante. Nessuno si alzerà per applaudirmi commosso.
Haruki Murakami

Anche se quel giorno non ci fossimo incontrati tutto sarebbe andato nello stesso modo.
Ci eravamo incontrati perché doveva succedere, e anche se non fosse stato quel giorno, prima o poi ci saremmo sicuramente incontrati da qualche parte.
Naturalmente questa idea non si fondava su niente, ma era quello che sentivo.
Haruki Murakami

Forse attorno al mio cuore c’è una specie di guscio duro e sono veramente poche le cose che possono romperlo e entrarci dentro. Forse non sono capace di amare.
Haruki Murakami

Non esiste nessuno a cui piaccia la solitudine. Ma non mi faccio in quattro per fare amicizia. Così evito un po’ di delusioni.
Haruki Murakami

Il futuro, significa perdere quello che si ha ora, e veder nascere qualcosa che non si ha ancora.
Haruki Murakami

Le ferrovie sono qualcosa di sorprendentemente silenzioso, quando non ci passa sopra il treno.

Noi abbiamo nelle nostre menti una parte sana e una parte malata. Noi negoziamo tra queste due parti.
Haruki Murakami

La realtà era qualcosa di molle e pesante come la sabbia, chiuso in una scatola di cartone, impossibile da afferrare.
Haruki Murakami

Chi può distinguere il mare da ciò che vi si riflette?
O dire dove finisce la pioggia e comincia la malinconia.
Haruki Murakami

Una persona vuota è come una casa deserta. Come una casa deserta con la porta aperta. Qualsiasi cosa, chiunque, volendo, può entrare liberamente.
Haruki Murakami

Amare è così, caro Tamura Kafka. Sei solo tu a provare quelle sensazioni così belle da togliere il fiato, e solo tu a vagare nelle tenebre più fitte. Tocca a te sostenere questo peso col tuo corpo e la tua anima.
Haruki Murakami

I ricordi ti scaldano il corpo dall'interno. Ma allo stesso tempo ti lacerano dentro.
Haruki Murakami

Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti. Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa - si, io immagino che sia nella testa - ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po' come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l'archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l'aria, cambiare l'acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.
Haruki Murakami

Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d'ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C'è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia.
Haruki Murakami

Per un po’ rimase a fumare in silenzio. Quando fumava in realtà tirava solo un paio di boccate, poi la sigaretta si trasformava in cenere tra le sue dita e cadeva sul prato. Osservarla mi affascinava: mi faceva pensare al tempo che si consuma, diventa cenere e si dissolve.
Haruki Murakami

Può darsi che non sarai mai felice. Perciò non ti resta che danzare, danzare così bene da lasciare tutti a bocca aperta.
Haruki Murakami

Questa volta si trattava di un servizio sui migliori ristoranti di Hakodate per una rivista femminile. Io e un fotografo dovevamo girare per un certo numero di locali: io scrivevo il testo e lui scattava le foto. Cinque pagine in tutto. Le riviste femminili richiedono articoli del genere, e ci deve pur essere qualcuno che li scrive. E' come raccogliere la spazzatura, o spalare la neve. Qualcuno deve pur fare queste cose, che gli piaccia o no. Erano tre anni e mezzo ormai, che facevo lavori di questo tipo. Spalavo la neve in nome della cultura.
Haruki Murakami

"Ma cosa devo fare allora?"
"Danzare" rispose "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c'entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l'altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano".
Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro.
"Danzare è la tua unica possibilità" continuò "devi danzare, e danzare bene. tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch'io potrò darti una mano. Finchè c'è musica, devi danzare!"
Haruki Murakami

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infine volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E' qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E' una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E' il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
Haruki Murakami

Tu hai paura del potere dell'immaginazione. E ancora di più, hai paura dei sogni. Hai paura della responsabilità che potrebbe cominciare nei sogni. Però non puoi evitare di dormire, e se dormi, i sogni verranno. Quando sei sveglio, puoi anche riuscire a controllare l'immaginazione. Ma non puoi mettere a tacere i sogni.
Haruki Murakami

E' un lavoro che non ha senso. Trovo un ristorante dove si mangia bene e scrivo un articolo per farlo conoscere a tutti. Andateci, e scegliete questo e quest'altro. Che bisogno c'è di una cosa del genere? non sarebbe meglio se ognuno scegliesse liberamente quello che gli piace? Perchè ci vuole qualcuno che ti suggerisce perfino dove e cosa mangiare? E poi quando si presenta un ristorante su una rivista, in breve tempo diventa famoso, e inevitabilmente la cucina e il servizio peggiorano. Nove casi su dieci. Perchè si altera l'equilibrio tra domanda e offerta. E i responsabili siamo noi. Troviamo qualcosa, e la roviniamo sistematicamente. E' immacolata? Noi la riempiamo di macchie. Ed è questo che la gente chiama informazione.
Haruki Murakami

Il tempo continua a scorrere?
Sfortunatamente sì.
Scorre? Che dico, precipita.
Il passato aumenta e il futuro diminuisce.
Le possibilità si assottigliano, i rimpianti crescono.
Haruki Murakami

La carne le stava attaccata al corpo come neve caduta abbondante e silenziosa durante la notte.
Haruki Murakami

La cosa più temibile, però, è voltare le spalle alla paura, chiudere gli occhi per non vederla. Perché così facendo consegniamo la cosa più preziosa che abbiamo in noi a qualcos’altro.
Haruki Murakami

Sai, il cuore umano a me dà l’impressione di un pozzo profondissimo. Nessuno sa cosa ci sia laggiù. Si può solo cercare di immaginarlo dalle cose che ogni tanto vengono a galla.
Haruki Murakami

Così funziona il cuore. Non è qualcosa di uniforme. E’ come il corso di un fiume. Si adatta alla forma delle cose.
Haruki Murakami

Per me l'amore è un puro concetto dotato di un corpo inadeguato, che passando attraverso cavi sotterranei, linee telefoniche ecc., riesce faticosamente a trovare il contatto. Una cosa terribilmente imperfetta. A volte ci sono errori di trasmissione. A volte non si conosce il numero. A volte ti chiamano, ma hanno sbagliato numero. Non c'è niente da fare.
Haruki Murakami

"abbiamo 34 anni. E' temo anche per noi di crescere, che ci piaccia o no." dissi "non c'è dubbio, sono perfettamente d'accordo, però come siamo strani! Si invecchia in un attimo. Un tempo credevo che si invecchiasse un po' per volta, anno dopo anno" disse Gotanda, fissandomi intensamente " Invece no. Accade di colpo".
Provavo un pò di invidia nei confronti di Yuki, dei suoi tredici anni. Quanto le cose dovevano apparirle fresche, nuove! La musica, i paesaggi, le persone. Diversamente da come succedeva a me. Anch'io ero stato così. Quando avevo tredici anni, il mondo era tanto più semplice. Credevo ancora che gli sforzi venissero premiati, che le parole avessero un senso, che nella bellezza si potesse godere. Ma quando avevo tredici anni non ero un ragazzo tanto felice. Mi piaceva stare solo, e quando ero solo, riuscivo a credere in me stesso, ma era molto raro che riuscissi a stare da solo. Ero chiuso all'interno di queste due rigide cornici: la famiglia e la scuola, e ciò mi innervosiva. In questi anni ero sempre arrabbiato. Ero innamorato di una ragazza, ma naturalmente non funzionò. Perchè io non avevo la più vaga idea di cosa fosse l'amore. Non riuscii a parlarle nemmeno una volta. Ero un ragazzino introverso e maldestro. Avrei voluto ribellarmi contro il sistema di valori che i professori e i genitori cercavano di inculcarmi, ma non trovavo le parole per oppormi. Qualsiasi cosa facessi, non funzionava. Ero l'esatto opposto di Gotanda, al quale tutto riusciva alla perfezione. Mi riusciva però di percepire le cose con uno sguardo fresco. Era una dote meravigliosa. Gli odori erano odori, le la crime erano calde, le ragazze belle come creature di sogno, il roock'n roll sembrava eterno. Il buio delle sale cinematografiche era confortevole e accogliente, e le sere d'estate erano lunghe e struggenti. Quei giorni inquieti li vivevo insieme ai miei alleati: la musica, il cinema e i libri. Passavo ore e ore a imparare i testi delle canzoni di Sam Cook e Ricky Nelson. Mi ero costruito un mondo tutto mio e ci abitavo da solo. I miei tredici anni erano stati questi. Gli stessi in cui partecipavo alle esercitazioni di scienze con Gotanda. Il quale sotto gli occhi adoranti di tutte le ragazzine, sfregava un fiammifero e con gesto di infinita eleganza accendeva il fornellino a gas. Che cosa poteva avere lui da invidiarmi? Mistero.
Haruki Murakami

Grazie alle linee telefoniche, cavi sotterranei, e alla comunicazione satellitare, siamo tutti collegati. Giganteschi computer regolano tutto ciò. Tuttavia, per quanto questo sistema sia sofisticato e complesso, se noi non abbiamo voglia di parlare, non può avvenire nessun collegamento. Oppure, anche se c'è questa volontà, come nel mio caso attuale, ma non si conosce il numero di telefono dell'altra persona (perchè ci si è dimenticati di chiederlo) non c'è modo di collegarsi. Può anche succedere che pur avendo chiesto il numero, lo si sia dimenticato o si sia perso l'appunto. Un'altra ipotesi è sapere il numero ma sbagliare a formarlo. Anche in quel caso , non riusciamo ad entrare in contatto. Siamo una specie terribilmente imperfetta e grossolana. Ma mettiamo il caso che io riuscissi a superare i suddetti ostacoli, e a telefonare a Yuki. Potrebbe benissimo dirmi "Adesso non mi va di parlare. Ciao", e chiudermi il telefono in faccia: in quel caso non si produrrebbe alcuna conversazione. Sarebbe solo un esempio di interesse unilaterale. Il telefono, in ogni caso, sembrava irritato da questo stato di cose.
Haruki Murakami

"Sì, lo capisco," dissi. Molti dicono che è un modo di fuggire dalla realtà. Ma io non ci vedo niente di strano. Ognuno è padrone della propria vita. Se uno sa quello che vuole, può vivere come crede. Non mi importa di quello che dicono gli altri. Quella gente per me può anche finire in pasto ai coccodrilli. La pensavo così quando avevo la tua età , e non ho cambiato idea. Forse perchè sono rimasto immaturo, o forse perchè avevo ragione sin da allora. La questione è ancora aperta.
Haruki Murakami

E' una specie di danza. Un'abitudine. Un ritmo che il mio corpo ricorda. Quando sente la musica, il mio corpo prende naturalmente a danzare. Incurante di quello che accade intorno. Il passo è cosi' complicato che non posso pensare a quello che succede intorno a me. Se mi preoccupo di troppe cose, sbaglierò i passi, maldestro come sono. Non sono un tipo trendy.
Haruki Murakami

Hai presente, quando arriva qualche scena di sesso nei cinema porno, e senti nel silenzio il rumore della gente che deglutisce?
Ecco a me piace quel rumore. Mi fa tenerezza.
Haruki Murakami

Mah, riconosco di aver avuto fortuna, - disse. - Però, se ci penso, mi sembra di non aver mai scelto niente. A volte di notte mi sveglio all'improvviso con questo pensiero, e vengo preso dal panico. Esiste qualcosa di concreto che corrisponde a questa parola, io? Se c'è, perché non la trovo da nessuna parte? Mi sembra di non aver mai fatto che recitare, uno dopo l'altro, tutti i ruoli che mi venivano offerti. Di non aver fatto mai una scelta personale, nemmeno una volta.
Haruki Murakami

Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non aver avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di più. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come Pac-man, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza scopo. Ma con la certezza, prima o poi, di morire.
Haruki Murakami

Tutti noi viviamo in un continuo movimento e tutto quello che ci circonda si trasforma di conseguenza, e prima o poi dovrà sparire. E' un processo inevitabile. Non c'è niente di duraturo. Le cose restano nella coscienza, ma spariscono dal mondo della realtà.
Haruki Murakami

"Quindi la prossima guerra non è ancora scoppiata?".
Non sapevo con sicurezza quale fosse per lui l'ultima guerra, ma comunque risposi: "no, per adesso non è ancora scoppiata".
"però scoppierà presto" disse con voce priva di inflessione, sfregandosi le mani guantate "devi stare attento a non farti ammazzare. Ci sarà sicuramente una guerra. Ci sono sempre. Non possono non esserci. Ci sono, anche uando sembra che non ci siano. Fondamentalmnete agli uomini piace ammazzarsi a vicenda. E così si ammazzano finchè non ne hanno avuto abbastanza. Quando sono stanchi, per un po' si riposano. Poi ricominciano ad ammazzarsi. E' una cosa stbilita. Non ci si può fidare di nessuno, e non cambierà mai. Non c'è niente da fare. Se a qualcuno non piace, l'unica cosa da fare è fuggirsene in un altro mondo."
Haruki Murakami

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