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Non possiedo niente che abbia più valore e niente di cui sia più
soddisfatto ed orgoglioso, della mia biblioteca.
Inoltre mi raccapezzo più facilmente nella varietà del mondo dei libri che nel
guazzabuglio della vita, e sono stato più illuminato e fortunato nel
ritrovamento e nella conservazione di bei libri antichi che nei miei
tentativi di allacciare amichevolmente il mio destino a quello di
altre persone.


Aforismi di Hermann Hesse

Conoscete la musa dell'insonnia?
Quella figura pallida e vigile che siede accanto ai letti solitari?

Aforismi di Hermann Hesse

Accanto al mio letto essa ha trascorso molte notti, mi ha messo
sulla fronte la sua mano flessuosa e malata, mi ha cantato con voce
stanca innumerevoli canti, canti patriottici, canti infantili, canti
d'amore, di nostalgia e di malinconia. E al posto del sonno fuggito,
stendeva sui miei occhi esausti il velo sottile e variopinto
del ricordo e della fantasia.
Oh, quelle lunghe notti insonni in cui il nostro essere più vero si
sfila tutte le vesti eleganti intessute durante il giorno e, come un
bambino malato, ci assale con domande, preghiere e rimproveri!
E quei ricordi dolorosamente chiari di tutti gli istanti della nostra
vita in cui abbiamo peccato contro noi stessi e contro le leggi
segrete della vita! Quella catena di cecità, crudeltà e incomprensioni con cui,
in quelle ore di angoscia, ci siamo provocati ineluttabili tormenti.
C'è un uomo di tale purezza che abbia potuto guardare, in una sola di queste notti
della sua anima, gli occhi sinceri di un bambino senza cadere vittima di innumerevoli
rimproveri e autoaccuse?

Aforismi di Hermann Hesse

lo non credo in quei poeti dalle cui menti, si dice, i versi prorompono già compiuti,
come dee corazzate. So quanta vita interiore e quanto sangue rosso vivo,
ogni singolo verso autentico deve aver bevuto prima di potersi alzare in piedi e camminare da solo.

Aforismi di Hermann Hesse

Se tutti pensassimo agli altri e avessimo la sensazione di questa
tacita, invisibile comunità, credo che ci capiremmo, i nostri nervi
delicati e irrequieti sarebbero capaci di comunicazione e di replica,
senza parole potremmo narrarci, per molte tacite miglia notturne,
la nostra vita, le nostre pene e le nostre speranze. Potremmo forse
piangere su destini a noi estranei, e nel comunicarli, anche i nostri
ci sembrerebbero nuovi e graditi. Riscopriremmo in persone
sconosciute nessi e intuizioni affiorati anche nella nostra vita, la
cerchia si allargherebbe e vedremmo, tesi tra i continenti e le
razze, i fili i cui capi credevamo di tenere in mano. Sfiorando
questi fili come singole corde di una grande arpa ci poeteremmo
una nuova vita, comune e più limpida, e faremmo quei passi verso
la conoscenza dell'eterno che da soli non possiamo fare.

Aforismi di Hermann Hesse

Cosa sono i millenni? Una manciata di tempo.
Polvere in confronto a un unico sguardo dell'eternità.

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