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Poesia di Georg Herwegh 
Diciotto marzo 

Milleottocentoquarantotto,
quando a primavera si ruppe il ghiaccio,
giorni di febbraio, giorni di marzo,
non furono forse cuori proletari,
che pieni di speranza primi si svegliarono
milleottocentoquarantotto?
Milleottocentoquarantotto,
quando a lungo rIflettestI,
madre Germania, felicemente prussianizzata,
non furon forse cuori proletari,
che iniziarono l'opera di liberazione
milleottocentoquarantotto?

........
Milleottocentosettantatré,

 impero dei ricchi, eccoti, evviva!
Ma noi poveri, venduti e traditi,
ci ricordiamo delle imprese proletarie
non tutt'i marzi sono ancor passatl,
milleottocentosettantatré.

Questa poesia fu scritta nel 1873, nell'epoca in cui Bismarck era intento a "prussianizzare" tutta la Germania e ad assicurare, nel nuovo stato unificato, il potere dei cetfborghesi e aristocratici
Essa rievoca i giorni di lotta e di speranze della primavera 1848, quando le masse popolari erano insorte chiedendo governi costituzionali e l'unificazione del paese. Quelle speranze sono ormai crollate: lo Stato unitario tedesco è stato sì costituito, ma è finito nelle mani dei ricchi. 
Il poeta ha fiducia però che il proletariato tedesco saprà ancora ritrovare la carica rivoluzionaria

del marzo 1848.

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