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Poeti Emergenti -
Poesia di Tony Basili -

Il mostro 2 -


41-

Son ritornato dove vidi il mostro

Uscire dall’acque e me ne sto disteso

A far quattro segni con l’inchiostro

Tra la ghiaia sonante come preso

Da questo alveo di Capolinaro

Ove c’è quiete, e ho l’animo proteso

verso il largo orizzonte che m’è caro:

un mare brezzato, di· piccoli scogli,

che· si perde lontano sempre chiaro,

ove una bianca vela, se attento cogli

sull’ infinito plana come una carezza.

Sulla battigia son rumori molli,

d’armonie sfumanti nella brezza

tra la· ghiaia che vibrante di colori,

grigio, rosso di spirante mollezza.

C’era pace, ma ora tenui rumori

d’intorno s’odono di gente che arriva,

dal largo giungon pur cupi motori

Delle barche di chi la folla schiva.

Guardo intorno, e non vedo niente,

non più il brando, c’ho visto di Shiva,

qualcun vicino mormorar si sente,

ed intanto scrivo una storia da pazzo

Ma· sono distratto dal vagar della mente

e non m’accorgo, in beato sollazzo,

di una bellona che si mette vicino

con un costume da rizzar inver il razzo.

Mi distraggo, niente, sta ben benino,

un pò passata, le cosce paion sode,

le getto uno sguardo, in modo bovino,

Ma pur m’inquietano le orribili rote

Che vidi allora e mi turban la mente:

la mano si blocca e oltre non pote,

Ché sì m’intriga· pur se di niente,

Mi mostro preso, non da guardone;

Però la rosa, pur appassita è aulente,

che fa ancora alzare l’ emozione,

Non previsto ma questo è il nuovo mostro,

Sul quale fare un’interpunzione.

29.4.07