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Da Tempi di Duilio Paiano 
Il medioevo del duemila 

Abituati per vocazione e per professione a valutare, i docenti si sono ribellati alla volontà del Governo di sottoporli, a loro volta, a valutazione.
Sono scesi in piazza compatti, al di sopra e al di là delle ideologie e delle collocazioni, forse per la prima volta consapevoli ed orgogliosi dell'appartenenza alla categoria.

Potere del «concorsaccio», di un meccanismo iniquo che aveva la pretesa di separare i docenti buoni da quelli cattivi e che, invece, ha sortito l'effetto di far ritrovare unità e orgoglio finora sconosciuti.
Tra i meno pagati d'Europa, i docenti italiani si sono ribellati all'insulto berlingueriano, consumato con la complicità dei sindacati confederali, rivendicando un equo e generale riconoscimento sul piano economico ed iniziative tese a formarli, tutti, perchè siano all'altezza del delicato compito loro assegnato.
In molti sono stati costretti a fare marcia indietro rispetto ai proclami (scritti
nell'ultimo contratto) di qualche mese fa...
Tutti, però, hanno fatto finta di non sapere o di non capire! Il ministro della Pubblica Istruzione ha fatto passare per un atto di democrazia e di attenzione verso la categoria quello che, viceversa, è stato un precipitoso «ammaina bandiera» quando i fax di protesta giunti a viale Trastevere sono diventati montagna.
Né da meno sono stati alcuni dei sindacati firmatari dell' originale invenzione del
«concorsacçio», i quali si sono premurati di far sapere che, sì, qualche perplessità l'hanno sempre. nutrita. »
È proprio vero, non c'è mai limite alla faccia tosta.
Una domanda sorge spontanea: tutti questi signori, dov'erano quando si discuteva dell'argomento ed il contratto veniva sottoscritto?
C'è ancora tanto medioevo in questi albori del terzo millennio...

Febbraio 2000

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