
Perché l'usignolo canta solo di notte
In principio, quando il Signore Iddio creò il Cielo e la Terra, i pesci nell'acqua, gli animali sulla terra, e creò anche noi uomiIni, in principio, dico, era bello su questa terra proprio come in cielo, perché tutte le creature si volevano bene tra loro.
Ma un giorno il male scese nel mondo e da allora non solo agli uomini, ma anche agli animali vennero idee sciocche.
Fino a quel momento gli uccelli avevano cantato, fischiato, cinguettato, pigolato, trillato o gracchiato, secondo la forma del loro becco; ognuno per sé e tutti quanti insieme erano stati perfettamente felici.
Ma ora tutto ad un tratto gli uccelli cominciarono a voler stabilire chi di loro cantava meglio degli altri, e bandirono una gara di canto....
La gara ebbe luogo in Oriente e durò sette giorni.
Vincitore sarebbe stato l'uccello che avesse riportato il maggior numero di voti, ma, siccome ogni uccello si riteneva il miglior cantore, ognuno scrisse il proprio nome sulla scheda.
Solo l'usignolo non volle essere cosi ineducato e darsi il premio da sé: ma, non sapendosi decidere per nessun altro concorrente, consegnò scheda bianca.
Quando il picchio e il cacatùa fecero lo spoglio dei voti, ogni uccello: il merlo, il tordo, il fringuello, il passero, la civetta, il corvo, il pappagallo, eccetera, aveva riportato un voto; solo l'usignolo non ne aveva avuto neppure uno.
Allora ci fu un gran cinguettare e trillare e gracchiare tra gli uccelli:
Come, l'usignolo non ha avuto neppure un voto?
Tu sei il peggiore degli uccelli canori, e noi ti proibiremo per sempre di cantare! - gridarono tutti ad una voce.
L'usignolo tornò tutto triste nel suo cespuglio. Ma quando fu notte e tutti gli altri uccelli dormivano nei loro nidi, l'usignolo non poté più tacere e nel silenzio profondo, sotto il luccichio delle stelle, cominciò a cantare.
E cosi è da molte migliaia d'anni.
Quando il sole è tramontato e la luna e le stelle risplendono nel cielo, e sulla terra si è fatto un gran silenzio, l'usignolo fa udire la sua voce, incantando chi la sente.
Il gufo e la civetta e gli altri uccelli notturni si sono accorti ormai da molto tempo di essere stati ingiusti con l'usignolo; ma cancellare una sentenza sbagliata non lo fa volentieri nessuno.
Cosi all'usignolo, finché il mondo durerà, non rimane altro che tacere di giorno e cantare di notte.
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