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La Pasqua e il ballo dei diavoli

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Gli abitanti di Prizzi, un paese in provincia di Palermo, la domenica di Pasqua vengono svegliati da gruppi di ragazzi che bussano alle loro porte.
Tutti i ragazzi indossano un abito rosso (i diavoli) tranne uno che
indossa un vestito giallo ocra (la morte).
Scorrazzando su e giù per le vie del paese agitando delle catene, chiedono a tutti quelli che incontrano piccole somme di. denaro, uova fresche o dolciumi.

Nelle prime ore del pomeriggio inizia la rappresentazione folkloristica del "ballo dei diavoli", chiamata "u 'ncontru". Le statue raffiguranti il Cristo risorto e la Madonna vengono disposte una di fronte all'altra, a una certa distanza. A guardia di ogni statua ci sono due angeli.

Nel frattempo la gente si riversa nelle vie e nella piazza e, mentre la banda suona allegramente, tre persone adulte, due diavoli e la morte, corrono in mezzo alla gente "catturando" qualcuno e trascinandolo "all'inferno", L'inferno è un locale, messo a disposizione da un privato, dove i "catturati", se vogliono essere liberati, pagano una piccola somma di denaro e ricevono in cambio dei dolciumi, i "cannateddi".

I due diavoli, posti a fianco della morte, cercano poi, in tutti i modi, di impedire l'incontro tra le statue di Cristo e della Madonna. È in questo momento che si svolge il vero e proprio "ballo dei diavoli".
Le statue iniziano ad avvicinarsi l'una all'altra mentre i diavoli e la morte ballano e corrono ora verso una statua, ora verso l'altra.
A un certo punto i tre personaggi restano incastrati, senza via di fuga, tra le due statue e vengono trafitti dalle spade dei due angeli.
Avviene finalmente l'incontro tra le statue, provocando l'esplosione
di gioia del pubblico.
 

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