
Lucio camminava spedito. A un tratto udì ùn gran vociare. Scivolò rapidamente,
allungò il passo e si trovò presto di fronte a una massiccia ala di popolo, che sbarrava l'accesso alla via principale, verso il Tempio.
Si fece largo fino a guadagnarsi una buona posizione. Dal suo posto, vide una lunga schiera di fanciulli ebrei avanzare cantando inni sacri e agitando rami di ulivo e di palma.
Ai lati della strada, dalla folla, salivano invocazioni e saluti.
Osanna! Evviva il figlio di David
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Osanna al figlio di David Osanna! Osanna!
Ed ecco, in mezzo a turbe plaudenti, Gesù.
Il centurione Lucio Pompilio ebbe un fremito: il Messia gli stava passando proprio davanti.
Era un trionfo! Gli uomini gettavano rami di ulivo, le donne stendevano i loro mantelli,
i fanciulli spargevano fiori e foglie.
Un'entrata da sovrano nella città di Davide e Salomone.
Ma Gesù non si scomponeva. Lucio lo vedeva tristemente assorto, quasi che un pensiero dominante lo traesse a guardarsi lontano, in alto, verso un domani che Lui solo conosceva.
I suoi lineamenti erano dolcemente composti, i suoi occhi miti erano pieni di tanta bontà .
Volgeva di quando in quando il volto ora a destra ora a sinistra sulla folla, quasi a compiangerla,
ma nello stesso tempo a dimostrare per tutti e per ognuno un amore senza confini.
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