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Storie di Natale - Le strenne nei secoli per i più piccini

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Babbo Natale in poltrona

Le strenne nei secoli per i più piccini

interruzioni

Presso i Greci ed i Romani, il giocattolo veniva considerato alla stregua di un vero e proprio amuleto ed i bambini erano costretti a non separarsene mai.
Quando i maschietti raggiungevano l'adolescenza, i loro giochi infantili venivano offerti a Bacco e Giove nel corso di una breve cerimonia, mentre le ragazze sacrificavano ad Artemide e Venere i loro balocchi, alla vigilia delle nozze.
Se i fanciulli romani e greci morivano prima di aver raggiunto questi traguardi, i rispettivi balocchi venivano sepolti con loro, nella convinzione che essi potessero continuare a servirsene nell'aldilà. Anche recentemente, in un reperimento archeologico presso Roma, si rinvenne un sarcofago contenente la mummia di una giovanetta ed il simulacro di una bambola di fattura molto elaborata. I giocattoli venivano regalati alla nascita, nei vari anniversari e durante il saturnale corrispondente alla nostra epoca natalizia. I balocchi preferiti dai i bambini romani erano costituiti da bambole, birilli, trottole, il teatro dei burattini e armi di ogni tipo che avevano anche lo scopo pratico di iniziare i fanciulli all'addestramento militare oltre a uno strano gioco di pazienza, progenitore del moderno puzzle o rompicapo, il passatempo degli aliossi, che consisteva in una serie di ossicini tratti dalle zampe di agnello o di cinghiale e sui quali venivano incisi particolari segni che dovevano la figura prestabilita.
Durante il medioevo, nell'austera vita che si svolgeva all'interno dei castelli e dentro le mura dei borghi fortificati, anche il divertimento infantile subì una sostanziale modifica con l'apparizione dei giochi «didattici» volti alla ricreazione, ma destinati al tempo stesso ad impartire qualche nozione utile ai fanciulli e ai giovanetti: come del resto avveniva con il gioco delle carte, che serviva prevalentemente ad insegnare l'alfabeto e le prime nozioni del sapere.
Soltanto in seguito, il Rinascimento impose il suo sigillo di raffinatezza e di evoluzione anche ai trastulli dei ragazzi, che cominciarono a maneggiare oggetti più complessi ed anche di un certo preziosismo. Dalla Francia, nel 1400, si diffuse l'uso del «bilboquet », una palla di avorio forata in mezzo, da infilare su speciali bastoncini. Successivamente, sempre in Francia, divenne di moda il «gioco delle ombre cinesi », primo esempio della futura lanterna magica e quindi remoto progenitore del cinematografo.
L'evoluzione continuò con l'avvento dell'età moderna.
Nel 1600 tutti i Paesi dell'Europa furono invasi da un innocuo ma sterminato esercito di soldatini di piombo o d'argento, che erano destinati a fanciulli di famiglie facoltose.
Tale tipo di giocattolo non è poi passato mai più di moda (ed anche oggi viene realizzato in larga copia con materiale plastico), ma quei primi esemplari erano veramente di squisita fattura, tanto da essere considerati attualmente dei veri e propri pezzi d'antiquariato.
AI tempo della Rivoluzione Francese tre giocattoli salirono alla ribalta della « moda »: la rete per le farfalle, il gioco dei cerchietti e quello del salto alla corda.
Le bambole, intanto, erano andate raffinandosi e le loro faccine abilmente dipinte venivano fabbricate in pregiato «biscuit »: parrucche ed abbigliamento imitavano le sontuose acconciature e le ricche vesti femminili fin nei particolari più minuti; e non era insolito che qualche fanciulla di nobile casata possedesse un'autentica collezione di gioielli in miniatura destinati alla pupa preferita.
Naturalmente questo inutile sfarzo fu spazzato via con l'avvento del nuovo regime; né più rinacque in seguito.
Rimasero, invece, in auge e tali sono ancor oggi tutti gli altri giochi infantili del primo Ottocento (volano, birilli, salto della corda, ecc.) ai quali si sono via via aggiunti quelli sorti per imitazione del lavoro degli «adulti » e delle trasformazioni che esso andava registrando sotto lo stimolo del progresso tecnologico.
E' quasi impossibile elencare i modelli tipici degli odierni giocattoli: praticamente non esiste oggetto, macchina, utensile che non vanti una minuscola riproduzione destinata al trastullo dei bambini e dei ragazzi. Dal missile spaziale in miniatura al robot, dalla minuscola lavatrice al corredo da «haute couture» per la bambola, dagli strumenti di laboratorio alle automobili o agli aerei, il mondo ingenuo dell'infanzia cerca e trova nel balocco la più fedele rappresentazione della vita d'ogni giorno nel suo costante progredire meccanico, motoristico ed elettronico.
A patetico ricordo di un tempo ancor vicino e pur remoto, restano negli angoli dei negozi sonagli, palle, cerchi e reti per farfalle, sopravvissuti interpreti di tante lontane illusioni che Babbo Natale, Santa Claus e Gesù Bambino donarono ai piccini di tutto il mondo per secoli e secoli, rinnovando nella notte della Vigilia la poesia di una suggestione che abbraccia tutti i Paesi della Terra e stende un velo di oblio sui rancori degli uomini, sulle invidie e sulle incomprensioni.
Una strenna di bontà e di pace che la Natività offre ad ognuno di noi, chiedendoci soltanto di saperla raccogliere e serbare.

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