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Racconti di Natale di Heveline Hasler - Un Natale tutto nostro
Racconti di Natale di Heveline Hasler - Un Natale tutto nostro
I giorni che precedono il Natale sono dedicati alle grandi spese, alle compere dei regali da mettere sotto l'albero e tutti, grandi e piccoli, corrono da un negozio
all'altro; poi il giorno della vigilia tutte le mamme sono indaffarate per preparare
il gran cenone e in casa c'è un gran movimento e un'atmosfera di allegria.
A casa di Nelly, invece, per un imprevisto le cose non vanno nel verso giusto e allora addio cenone, regali e spacchettamenti vari... Che tristezza, starete pensando!
Einvece no; per Nelly e la sua famiglia diventa un Natale diverso, più semplice e sicuramente più felice.
Racconto di Natale
di Haveline Hasler
di Haveline Hasler

Un natale tutto nostro
Mancano solo sei giorni - esclama Nelly.
Arrotonda le labbra e cerca di fischiare Notte Santa.
Ancora sei giorni-ripete la mamma pensierosa.
Non lo dice con allegria. Dopo un momento aggiunge con un sospiro:
Se fosse tutto già finito!
il fischietto di Nelly rimane bruscamente sospeso in aria.
Costernata! guarda sua madre.
Ma non sei contenta?
Ma sì, è che non ne posso più di tutta questa confusione.
Nelly è in vacanza e il pomeriggio va a pattinare sul ghiaccio con un'amica.
Verso sera si reca nel grande supermercato dove lavora la mamma.
È come essere in un alveare. La mamma è seduta su uno sgabello girevole di fronte a una delle sei casse. La merce si muove verso di lei su un nastro trasportatore e mentre la mano destra batte sui tasti, la sinistra volta i prodotti per poter leggere i prezzi e mette una cosa dopo l'altra in un carrello.
Quando tutto è stato battuto, la mano destra preme il tasto del totale e stacca lo scontrino,
la mano sinistra spinge via il carrello pieno e ne avvicina uno vuoto alla cassa.
Come sei brava -Nelly ha già detto qualche volta alla madre. - lo sarei lenta come una lumaca. Così: tip... e la metà sbagliato.
Ma dai! - si è messa a ridere la mamma .- È questione di esercizio.
All'inizio neanch'io ero così svelta. Non trovavo le etichette dei prezzi e ogni
tanto sbagliavo a battere.
Allora la gente brontolava, perché doveva aspettare.
Ma adesso faccio tutto automaticamente.
Come un robot! - rise Nelly.
Un robot per mamma? Non avrebbe mai mal di testa, la sera non sarebbe mai stanca.
Ma un robot non ha cuore.
E allora preferiva la mamma così com'era, anche se qualche volta alla sera riusciva a mala pena a parlare per la stanchezza...
Ancora quattro giorni.
Ancora tre.
Le code alle casse diventavano sempre più lunghe. La gente si riforniva di cibi come se Natale durasse mezzo anno.
Con un sibilo le porte automatiche di vetro si aprivano e si chiudevano, si aprivano e si chiudevano; la mamma sul suo sgabello sentiva la corrente d'aria sulla schiena. Anche i cartelli di cartone, sostenuti da fili appesi al soffitto, ondeggiavano di qua e di là. Sopra la testa della mamma oscillava una campana natalizia su cui era scritto in rosso: .
OFFERTA 250 GR. DI CIOCCOLATINI
A PREZZO SPECIALE!
Poco più in là era sospeso un angelo natalizio di cartone, nelle mani
reggeva un cartigli02 come l'angelo in chiesa, anche se non diceva «pace agli
uomini in terra» ma:
PROSCIU'M'O PER LE FESTE
A 15.80 MARCHI3 AL CHILO
Gli altoparlanti trasmettevano musica di Natale.
Il nastro trasportatore girava con le merci.
Santo Nata!...
Testa di vitello
Bianco Natal... .
Caffè decaffeinato
A PREZZO SPECIALE!
Poco più in là era sospeso un angelo natalizio di cartone, nelle mani
reggeva un cartigli02 come l'angelo in chiesa, anche se non diceva «pace agli
uomini in terra» ma:
PROSCIU'M'O PER LE FESTE
A 15.80 MARCHI3 AL CHILO
Gli altoparlanti trasmettevano musica di Natale.
Il nastro trasportatore girava con le merci.
Santo Nata!...
Testa di vitello
Bianco Natal... .
Caffè decaffeinato
Carta igienica a tre strati
Luce dona alle menti...
Fazzoletti con monogramma
Senape
Pace infondi nei cuor...
La mamma gemette, svelta si asciugò le gocce di sudore sopra il labbro.Luce dona alle menti...
Fazzoletti con monogramma
Senape
Pace infondi nei cuor...
Le persone in attesa davanti alla cassa scalpitavano irrequiete, non guardavano la cassiera, ma fissavano il vuoto pensando già alla strada di casa con le borse cariche, i tram strapieni.
Uffa.
Ancora tre giorni e poi è passato.
Preparo una cena di Natale come l'anno scorsò - disse la mamma a Nelly quella sera.
Gelatina su foglie d'insalata, arrosto di maiale, patate al forno, fagiolini e per dolce crema di cioccolato in scatola con le pere.
Il 24 dicembre il supermercato era aperto solo fino alle sedici.
Dopo i dipendenti potevano comprare i prodotti rimasti con uno sconto del 15%.
La mamma di Nelly lo trovava conveniente.
Per questo motivo aveva rimandato sino ad allora tutte le grosse compere: uno zainetto per Nelly, una bambola, pastelli colorati, una giacca a vento per il papà, i cibi per la cena di Natale.
Nella sala del personale era stato organizzato un rinfresco per i dipendenti.
La grande battaglia di Natale è stata vinta ancora una volta -disse il direttore del personale e pronunciò parole di lode, poi furono offerti i tramezzini e un bicchiere di vino. "
Dopo il rinfresco la mamma di Nelly dimenticò le sue grosse borse di plastica nella sala del personale.
Se ne accorse solo quando fu fuori, alla fermata dell'autobus.
«I miei regali! Tutte le buone cose per la cena!» pensò spaventata.
Ormai il negozio era chiuso. ..,
Prima del 27 da lì non si prendeva più niente.
Arrivò a casa a mani vuote.
Ciò nonostante quella sera festeggiarono il Natale. Il papà accese le candele sull'albero e Nelly recitò una poesia.
Sapeva solo le prime due strofe, poi si bloccò.
Ma alla mamma piacque lo stesso e il papà non si era neppure accorto che avrebbe dovuto continuare.
La cena fu più breve del previsto. Per fortuna la mamma aveva comprato prima l'arrosto e in casa c'erano sempre patate, mentre mancavano l'antipasto e il dolce, o meglio, sgranocchiarono semplicemente noci e mangiarono mele.
Così non ho lo stomaco pesante come l'anno scorso - disse il papà.
Un cibo così nutriente non mi fa più bene.
Non c'erano neppure molti regali da aprire.
Così rimase tempo.
Molto tempo.
Nelly andò a prendere il Memoria che aveva ricevuto il Natale passato; ogni domenica dell'anno appena trascorso aveva aspettato invano che qualcuno trovasse il tempo di giocare con lei.
Adesso i genitori avevano tempo.
Il papà non aveva mai giocato a Memory.
Dopo un po' Nelly aveva già trovato sette coppie di carte.
La mamma tre e il papà, che di solito voleva sapere tutto meglio degli altri, cercava sempre nel posto sbagliato.
Provò ad aiutarsi con dei trucchi, come mettere di nascosto briciole di pane sulle carte che si ricordava.
Oppure tenere la mano sul tavolo in modo da segnare col pollice la direzione in cui si trovava una determinata carta.
Nelly scoprì i suoi trucchi. Giocarono una seconda e una terza volta e il papà non si arrabbiò per il fatto di avere sempre perso.
Poi giocarono a filetto e a carte.
A mezzanotte il papà spense la luce e tutti insieme guardarono fuori dalla finestra.
La neve emanava una luce chiara se si sentivano suonare le campane di Natale.
A quest'ora, quasi duemila anni fa, è nato il nostro Salvatore -disse la mamma e Nelly sentì che, dopo tutto, adesso era davvero contenta che fosse arrivato il Natale.
Quando Nelly andò a letto, disse:
E stato proprio un bel Natale.
Veramente? - chiese..la mamma stupita. - Non abbiamo avuto nessuna cena speciale e pochissimi regali.
Però abbiamo avuto tanto tempo - rispose Nelly.
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