09022014Mar
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Racconto dil Natale di G. Bedeschi - La notte di Natale in trincea

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Le Grandi Storie di Natale
Racconto sul Natale di G. Bedeschi
La notte di Natale in trincea
separatore fregio
La notte di Natale calò sulla distesa bianca; era patetica e struggente come solo i soldati in trincea la sentono, lontani da ogni bene, dispersi nel silenzio, prossimi alle stelle.
A mezzanotte dalle gelide tane fra la neve, ombre lente sortirono sulla pianura e s'avviarono silenziose verso un punto un poco luminoso. Convenivano dagli esigui tuguri ricavati fra neve e terra; andavano a processione e giungevano alla piccola luce, alla baracchetta del Comando di battaglione a salutare Gesù, perché il cappellano Lo chiamava tra gli alpini, in quella notte: diceva la Messa di Natale in prima linea e Lo pregava di scendere, a trovare gli alpini, che Lo attendevano con puro cuore.

Pochi avevano trovato posto nella baracchetta, più stavapo nella neve, si erano inginocchiati nella neve e dalla porticina aperta vedevano le due candele accese e il cappellano che pregava per chiamare Gesù.
Il Cappellano pregava con fervore ma un poco in fretta, perché gli alpini tremavano di freddo, quarantadue feroci gradi sotto zero, ma erano venuti da Lui.
Stavano fermi e buoni nella neve, le ginocchia sprofondate nel bianco parevano di ghiaccio; tenevano la testa bassa a dire le loro semplici preghiere e ogni tanto l'alzavano per riuscire a scorgere il chiarore delle due candele.