Storia di Natale


Erode e i Re Magi
Quando vi giunsero la cittadina era piena di forestieri venuti da ogni dove... non c'era più posto negli alberghi, nelle locande e nelle case private. I poveri viandanti dovettero acconciarsi a passare la notte in una stalla aperta ai quattro venti, fuori dalla città; dovettero condividere il tetto e la poca paglia con gli animali, onde poter riposare le membra affrante dal lungo viaggio.
In tanto squallore, a notte fonda, nacque il Salvatore, ma una luce subitanea rese la capanna più splendente di una reggia; e gli angeli trascorrevano via per il cielo cantando: Gloria a Dio nel più alto dei Cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
E il loro canto svegliava i pastori che numerosi vegliavano all'adiaccio fra le gregge, accanto ai fuochi spenti.
Furono in piedi d'un balzo, alla scena insolita e mirabile, e accorsero alla capanna dove il Figliuol di Dio, amorosamente vegliato dalla Madre sua e da Giuseppe, vagiva debolmente adagiato nella paglia della mangiatoia.
Povero, debole, privo di tutto, iniziava la sua vita d'amore e di dolore quaggiù; e i miseri, i deboli,
i sofferenti, furono i primi che ebbero la gioia di accostarglisi e di offrirgli i loro doni modesti: una ciotola di latte, il vello tepido di un agnellino, ma anche tutto il loro cuore intenerito da quella scena gentile e come acceso da un nuovo e smisurato amore.
Intanto, lontano, al richiamo di una stranissima stella apparsa all'orizzonte tre carovane regali si mettevano in moto alla volta di Gesù.
Andarono, andarono per immense distese, valicando monti e guadando fiumi, sempre sotto la guida della stella, fin che giunsero a Gerusalemme.
Si rivolsero al re della città che si chiamava Erode, per avere informazioni: avevano smarrito la stella. Erode interrogò i sapienti che vivevano alla sua Corte e seppe che i libri santi dicevano che in quei tempi sarebbe nato a Betlemme il Re delle genti.
A quella notizia furono ripieni di gioia i Re Magi, e invece avvampò d'ira il cuore di Erode, ma si contenne e, anzi, pregò i Magi di fare diligente ricerca del Bambino e di tornare con tutte le informazioni utili, perché anch'egli potesse andare ad adorarlo, in verità pensava di farlo uccidere.
I Magi andarono, lo trovarono, si prostrarono in adorazione davanti a Lui, gli offersero i loro doni: l'oro come re; l'incenso come Dio e la mirra, foglia amarissima, che simboleggiava le amarezze che avrebbe dovuto soffrire come uomo; poi, avvertiti da un Angelo di non tornare da Erode, se ne tornarono
ai loro regni per altra via.
Erode, deluso nella sua aspettativa, montò in furore ed ordinò alla sua soldataglia di andare a Betlemme, ch'era poco lontana e di uccidervi tutti i bambini da due anni in giù.
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