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Racconto di Giuseppina Demattè - Sotto la pioggia

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sotto_la_pioggia
Racconto di Giuseppina Demattè -
Sotto la pioggia
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lo credo che tutti, anche i più disattenti, sappiano pressapoco cosa succede quando piove per giorni e giorni, di quella pioggerellina che non finisce mai, quasi invisibile, quasi impalpabile, ma
che, se esci di casa senza ombrello, ritorni tutto ammollato, e con
un freddolino addosso.
E le strade si mantengono viscide.

Accade allora che quel cielo costantemente coperto, e quella pioggia dispettosa, e quell'umido, quel fango, urtano i nervi anche alla gente più pacifica.
E diventi o sonnacchioso, o lunatico, e te la
prendi con tutto e con tutti, come se la terra, e il cielo, e quell'acqua fine fine fossero veramente responsabili dei tuoi umori.
Al
lora ti senti indignato perfino con i tuoi simili, e ti arrabbi se il campanello di casa, suonando, ti annuncia che qualcuno ha avuto la macabra idea di venirti a disturbare.
Da parte tua mandi al
diavolo e impegni, e compere, e visite, per rimanere in casa, col naso incollato ai vetri, a roderti la tua stizza..
lo mi sono trovata a passare per una strada quando c'erano tutte queste cose, ed i passanti erano rari. Sembrava proprio che la pioggia si divertisse a venir giù fine fine, con una pazienza ed una costanza ammirabili; ed io ero tutta occupata a far mille esercizi di equilibrio su quel fango che ora mi incollava i piedi ed ora mi sfuggiva di sotto. Posso dire che se non facevo cattive esclamazioni è proprio perché non ne sono capace. Al più al più, mi limitavo a dire:
Che vita, quando piove!
Che vita... ma non per i ragazzi, intendiamoci! Per essi la vita ha sempre un lato di bello (beati loro). Ve n'erano di quasi accucciati nel fango, sotto quella pioggerellina che non finiva mai.
Face
vano canali e canaletti, dighe e pozzi, serenamente indifferenti all'acqua e a tutto il resto che a noi dava noia. Anzi erano loro, così sporchi e ammolliti, che alzavano di tanto in tanto le teste chine
sui giochi per guardare con limpidi occhi noi che si passava preoccupati di dove mettere i piedi, e tutti immusoniti: noi, che rimproveravamo il cielo!


 La scena rappresenta una città sotto la pioggia, sottile e insistente, che rende le strade fangose e infastidisce gli uomini. Non però i ragazzi! Essi giocano tranquilli e si divertono sotto la pioggia, anzi si meravigliano di veder passare persone immusonite. E' una pagina fresca e ricca di osservazioni felici e giovanili.


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