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Racconti di L. Tebaldi: L'autunno

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Un giorno in cui una torrenziale e prolungata pioggia aveva definitivamente rinfrescato l'aria, incontrai nel bosco un uomo dalla barba color ruggine, che portava un paniere di bellissimi funghi.
Buon giorno - mi disse.
Buon giorno - risposi. - È forestiero lei? Non mi pare d'averla mai veduta da queste parti.
Sono arrivato oggi. Rimarrò qui per tre mesi. Sono l'Autunno.
Infatti, eravamo al 23 di settembre. ,
Tutti i giorni, quando facevo la passeggiata, incontravo l'Autunno.
Scuoteva gli alberi alti dei boschi e ne grandinavano castagne e noci. Si divertiva, anche; lo trovavo spesso che con la punta del dito, intinta nei più svariati colori, dipingeva le foglie di rosso, scarlatto, arancione, giallo... Le foglie dipinte cadevano, cadevano sempre più numerose, e la temperatura s'abbassava.
L'Autunno, che sentiva anche lui il freddo, s'awolse in un gran mantellone di nebbia che lo nascondeva tutto.
Ma una mattina gelò. Il cielo era azzurro, bellissimo.
Incontrai uno che somigliava tutto all'Autunno, ma che pur non era lui,
Non mi pare::: dissi - d'aver il piacere di conoscerla. E forse il fratello dell'Autunno?
Precisamente. Lui è partito col treno di mezzanotte.
Sono l'Inverno é le terrò compagnia per tre mesi.
E da buoni amici ci stringemmo la mano. Il calendario segnava il 21 dicembre.