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Poesie Romanesche

La poesia in vernacolo romano del secondo 800, almeno sino ai primi tentativi poetici del Pascarella e del Trilussa, vive come soggiogata all'ombra del poema di Belli, dal quale essa deriva non solo il linguagggio, ma anche i motivi e i temi più facili.
Come il Ferretti e il Chiappini, anche lo Zanazzo è un belliano puro.
Le scenette di genere costruite con bravura, attento comè il poeta al colore preciso e al particolare significativo - ricalcano i noti temi belliani.
La piscologia del popolano è elementare, fatta di bonaria saggezza, d'indifferenza che arriva fino al cinismo

Sottocategorie

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Giggi Zanazzo
Giggi Zanazzo non riesce a sottrarsi al fascino del terribile affresco belliano quando compone il quadro di Roma dopo il Settanta. Stizzito e deluso nei suoi vaghi ideali di giustizia, nemico della novità, sospettoso del costume attuale, egli conserva una sua icastica efficacia nel colpire con spietata ferocia ogni classe sociale: ma il sonetto è tuttavia di impostazione belliana (Na gavetta de granci giornalisti / che rajeno carote a chi li paga).

Cesare Pascarella

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Cesare Pascarella poeta e pittore italiano