| La poesia in vernacolo romano del secondo 800, almeno sino ai primi tentativi poetici del Pascarella e del Trilussa, vive come soggiogata all'ombra del poema di Belli, dal quale essa deriva non solo il linguagggio, ma anche i motivi e i temi più facili. Come il Ferretti e il Chiappini, anche lo Zanazzo è un belliano puro. Le scenette di genere costruite con bravura, attento comè il poeta al colore preciso e al particolare significativo - ricalcano i noti temi belliani. La piscologia del popolano è elementare, fatta di bonaria saggezza, d'indifferenza che arriva fino al cinismo | |
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